Ancora un titolo per Faraoni

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 14 maggio 2018 – Non ci sono più parole, gli aggettivi sono finiti. Gli accademici della Crusca sono al lavoro per inventarne uno che ben rappresenti la magnificenza di questo giocatore che, di anno in anno, non finisce mai di stupire. Negli anni ha preso in mano la squadra, l’ha fatta crescere, l’ha condotta dagli inferi dell’interregionale fino al trionfo in Champions League. Come non ricordare quel gol al volo contro Leitner che dette la vittoria alla squadra gigliata in quel di Lisbona! O l’uno/due a Colangelo che ne ha minato l’ego e la coscienza tanto da farlo smettere di giocare?
“Faraoni è la quint’essenza del calcio da tavolo, colui che ha ridisegnato il modo di stare in campo!” sono parole di Stefano De Francesco, uno che mangia pane e CdT, uno che dopo l’avvento di Faraoni è riuscito a rimettersi in discussione cambiando radicalmente il proprio assetto calciotavolistico. “A quasi sessant’anni sto tornando a vincere in europa e lo devo tutto al Fara. Non finirò mai di ringraziarlo!“.
Firenze stava vivendo un momento di stallo, con una squadra che sapeva di avere buone potenzialità, che era convinta di poter ambire a qualcosa di più ma che da troppo tempo non riusciva a trovare la chiave di volta.
All’improvviso l’Arcangelo Gabriele, che io da piccolo avevo visto sempre raffigurato come un giovincello dal fisico asciutto, biondo con i boccoli e invece no…. no ragazzi, smettiamola con questi falsi miti frutto solo di una comunicazione selvaggia e depravata. E’ tutto più alla nostra portata, la televisione ci sta ammazzando! L’Arcangelo che ha elevato Firenze a potenza mondiale del calcio da tavolo moderno ha uno zainetto avvitato sulla schiena, qualche capello biondiccio, direi color fieno, dal fisico normopanciuto e non veste di sete bianche  ma ha umili tute ginniche dagli improbi colori di cui fa vanto per la loro trentennale durata. Ai piedi non calza calighe romane ma stuoie risuolate marroncingrigiognole che hanno visto strabordare l’Arno in quel lontano 1966.
Come un faro illumina la rotta di sperdute navi in preda alla tempesta, ci ha guidati lungo battaglie epiche. Ha trasformato mezze seghe sparate male in cazzi duri e turgidi che alla sola vista gli avversari si ammalavano di gonorrea. Ha portato il nostro ego a livelli talmente spropositati che a confronto Corona è un moccioso delle elementari. e abbiamo vinto, abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere.
Ma ne mancava una!
Una sola coppa mancava nella bacheca dell’Arcangelo Simone!!!
Il Cadetti del Campionato Fiorentino.
Ieri sera, finalmente, la malasorte si è fatta da parte e ha regalato al Fara quello che era il giusto dazio da pagare ad uno che la storia non l’ha scritta, l’ha fatta! I prodi Riccioni e Cecchetti hanno provato ad alzare falangi armate dinnanzi a lui ma niente. La velocità d’esecuzione, l’imprevidibilità delle giocate, la genialità di scelte difensive pazzesche non hanno dato loro scampo.
Ieri sera, a Firenze, la città di Piazza Santa Croce, Piazza Pier Vettori, Via Baldovinetti, il Romito, Le piagge e il viadotto del metano è stato scritto l’ennesimo capitolo di una storia bellissima.
Grazie Zio!!!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Subbuteo. Contrassegna il permalink.