Ancora un titolo per Faraoni

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 14 maggio 2018 – Non ci sono più parole, gli aggettivi sono finiti. Gli accademici della Crusca sono al lavoro per inventarne uno che ben rappresenti la magnificenza di questo giocatore che, di anno in anno, non finisce mai di stupire. Negli anni ha preso in mano la squadra, l’ha fatta crescere, l’ha condotta dagli inferi dell’interregionale fino al trionfo in Champions League. Come non ricordare quel gol al volo contro Leitner che dette la vittoria alla squadra gigliata in quel di Lisbona! O l’uno/due a Colangelo che ne ha minato l’ego e la coscienza tanto da farlo smettere di giocare?
“Faraoni è la quint’essenza del calcio da tavolo, colui che ha ridisegnato il modo di stare in campo!” sono parole di Stefano De Francesco, uno che mangia pane e CdT, uno che dopo l’avvento di Faraoni è riuscito a rimettersi in discussione cambiando radicalmente il proprio assetto calciotavolistico. “A quasi sessant’anni sto tornando a vincere in europa e lo devo tutto al Fara. Non finirò mai di ringraziarlo!“.
Firenze stava vivendo un momento di stallo, con una squadra che sapeva di avere buone potenzialità, che era convinta di poter ambire a qualcosa di più ma che da troppo tempo non riusciva a trovare la chiave di volta.
All’improvviso l’Arcangelo Gabriele, che io da piccolo avevo visto sempre raffigurato come un giovincello dal fisico asciutto, biondo con i boccoli e invece no…. no ragazzi, smettiamola con questi falsi miti frutto solo di una comunicazione selvaggia e depravata. E’ tutto più alla nostra portata, la televisione ci sta ammazzando! L’Arcangelo che ha elevato Firenze a potenza mondiale del calcio da tavolo moderno ha uno zainetto avvitato sulla schiena, qualche capello biondiccio, direi color fieno, dal fisico normopanciuto e non veste di sete bianche  ma ha umili tute ginniche dagli improbi colori di cui fa vanto per la loro trentennale durata. Ai piedi non calza calighe romane ma stuoie risuolate marroncingrigiognole che hanno visto strabordare l’Arno in quel lontano 1966.
Come un faro illumina la rotta di sperdute navi in preda alla tempesta, ci ha guidati lungo battaglie epiche. Ha trasformato mezze seghe sparate male in cazzi duri e turgidi che alla sola vista gli avversari si ammalavano di gonorrea. Ha portato il nostro ego a livelli talmente spropositati che a confronto Corona è un moccioso delle elementari. e abbiamo vinto, abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere.
Ma ne mancava una!
Una sola coppa mancava nella bacheca dell’Arcangelo Simone!!!
Il Cadetti del Campionato Fiorentino.
Ieri sera, finalmente, la malasorte si è fatta da parte e ha regalato al Fara quello che era il giusto dazio da pagare ad uno che la storia non l’ha scritta, l’ha fatta! I prodi Riccioni e Cecchetti hanno provato ad alzare falangi armate dinnanzi a lui ma niente. La velocità d’esecuzione, l’imprevidibilità delle giocate, la genialità di scelte difensive pazzesche non hanno dato loro scampo.
Ieri sera, a Firenze, la città di Piazza Santa Croce, Piazza Pier Vettori, Via Baldovinetti, il Romito, Le piagge e il viadotto del metano è stato scritto l’ennesimo capitolo di una storia bellissima.
Grazie Zio!!!

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Triplete per il Boncia!!!

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 14 maggio 2018 – Ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie ma alla fine il Boncia alza il Trofeo che lo incorona per la terza volta Campione Fiorentino. Dopo il primo successo datato 2013/2014 e quello della passata stagione, Marco chiude una stagione meravigliosa che ha visto lui e tutto il  club fare una crescita importante. Lo dimostra l’altro finalista; il Cece, che arriva a giocarsi la sua prima finale del Fiorentino grazie ad una stagione giocata da protagonista. Alle Finals gioca tre partite faticosissime finendo sempre agli over time. Fa fuori Robertiello ai quarti, il Visa – dominatore della regular – in semi e cede il passo solo ai piazzati contro il Capitano. Che dire se non bravo Cece, segno che il lavoro paga e che le distanze si accorciano sempre di più. Bene così.
Continua la tradizione che vuole perdente il vincitore della regular season; quest’anno a rimetterci le penne è stato il Visa che, autore di una cavalcata imperiale durante l’anno, ha ceduto il passo a Cherici al sudden death con un gol da antologia. L’ultimo quarto giocato dai due pesi massimi del club, Pini e Cattani, possiamo dire che non è stata proprio la partita dell’anno. Passa in semi Luca che è bravo a sfruttare una disattenzione del Kobra e morderlo in contropiede. Ma niente di più. In semi c’è il Boncia ad aspettarlo e non c’è partita. Solo negli ultimi minuti l’impennata di orgoglio della Tigre di Monte Morello mette qualche difficoltà al Capitano, reo forse di non aver saputo chiudere la partita quando doveva.
E si arriva alla finale nella quale si erge a baluardo indiscusso, monolite granitico, scudo di ghiaccio tanto inflessibile quanto impeccabile nelle chiamate: l’arbitro! Con accademica precisione guida una finale bella, giocata con la giusta tensione dal Boncia e dal Cece. Pochissimi errori e giocate di gran pregio deliziano gli stolti spettatori rimasti fino a tarda ora sugli spalti della Barsanti. La partita sembra incanalarsi in una direzione quando sul calcio di inizio il Capitano trova la soluzione per gonfiare la rete del Cece: “S’inizia di nulla!” sarà la sua immediata reazione. Ma non è così. Il covercianino reagisce e trova il pareggio con Keegan riaprendo la partita e insinuando qualche crepa nella solida freddezza del Cap. Come sempre, Marco, prende la cazzuola una catinella ci mette un po di acqua e del cemento a pronta e la crepa la chiude subito. 2-1.
La partita scorre via con il Cece riverso alla ricerca del pari; pareggio che gli viene negato in più di  un occasione ma una di queste è clamorosa. Tiro dalla tre quarti sinistra di Cece, un pallonetto che la fisica vorrebbe infilarsi al sette sul secondo palo e qui c’è il miracolo. Il portiere del Boncia, come nelle più belle favole di Medjugorie, si stacca dall’asta tira muscoli e nervi fino ad inarcare la schiena e con un colpo di reni e il braccio di richiamo, tocca quel tanto la palla per deviare il tiro in fallo laterale. Come se ne era staccato, si riappropria della propria stecca concedendo gli applausi e i complimenti al suo Capitano. Ma io l’ho visto, solo io in quanto baluardo indiscusso, monolite granitico, scudo di ghiaccio inflessibile …… la parata l’ha fatta lui davvero!
40 secondi alla fine e sugli sviluppi di un’azione sulla sinistra il Cece trova il 2-2 nonostante il Boncia cerchi una strenue difesa con una scelta che solo lui e un pigmeo della foresta boreale potevano vedere e capire. L’arbitro non la vede e non la capisce e prende una delle decisioni più giuste della storia del calcio planetario.
Al sudden la paura di prendere gol la fa da padrona portando la finale del Campionato Fiorentino ai piazzati. Il Cece va in vantaggio di due gol ma l’errore dal tiro centrale probabilmente ne mina le certezze e l’esperienza del Boncia gonfia il petto e chiude il match ….. Triplete!!!
Da sottolineare come anche durante i tiri piazzati l’arbitro sia stato monumentale. Al secondo tiro piazza la palla perdendicolare non all’area di rigore ma all’area piccola del portiere. L’idea era quella di creare un diverso punto di vista di questo gioco, paradigma della vita stessa, cercando di far capire agli astanti  che un piccolo cambiamento prospettico può mettere in dubbio certezze consolidate e da li aprire un dibattito che ci avrebbe portato ad un lieto sonno. Ma la stoltezza della plebe non capisce cotanta finezza e, limitandosi ad ironici commenti, fa si che la partita rientri nei soliti, noiosi canoni calciotavolistici.

Bravi tutti noi, bravo lo Zio che si aggiudica il cadetti e come sempre FORZA FIRENZE!!!

Il Campionato Fiorentino nei dettagli

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Al Visa la regular season del Fiorentino

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 7 maggio 2018 – Percorso al limite della perfezione per il Visa che conquista anche la 6^ tappa del Campionato Fiorentino. Cinque finali, di cui 2 vinte, su sei tappe è forse un record ma il difficile arriva adesso. Le final six sono alle porte e chiameranno il bergamasco ad una difficile conferma .
La vittoria del Campionato Fiorentino coronerebbe un percorso di crescita che quest’anno, come non mai, ha confermato la solidità di Davide, sempre più punto di riferimento per il CS Firenze. Dovrà vedersela con vecchi marpioni che mal digerirebbero il vedere alzare la coppa da uno convinto che il lampredotto  sia un tipico abito venezuelano! I marpioni in questione, che tenteranno di rompere le uova nel paniere atalantino, sono (nell’ordine) il Boncia, Luca, Sergio, Cece e il Catta che per un pelo di gnagna relega lo Zio alla final six Cadetti.
Cadetti che vedranno protagonisti, oltre al Fara e al Cecca diretti alle semi, Riccio vs Riccioni e Mirko vs Mirco ….. che fantasia!
Lunedì prossimo sapremo chi alzerà al cielo il tondo scudetto legnoso!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

La 6^ tappa del Campionato Fiorentino nei dettagli

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Rincorsa vincente!

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 21/22 aprile 2018 – Dovevamo rincorrere, dovevamo sudare e questo abbiamo fatto. Abbiamo rincorso sudando e lo abbiamo fatto vincendo. Gli undici punti dell’andata ci costringevano ad un girone di ritorno impeccabile, ed impeccabile è stato. Alla fine chiudiamo con un quarto posto da sogno ad un solo punto dal podio, 30 punti frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte. Non male direi per una squadra che aveva come obbiettivo quello di salvarsi nel Campionato Italiano di Serie Girone A. Dopo la fantastica promozione del TFC Fiorenza, un’altra perla si inserisce nell’albo d’oro del CS Firenze, sempre più solida realtà del panorama calciotavolistico italiano. La ciliegina su una torta meravigliosa è stato l’esordio in Campionato della nostra Margot Diradourian, tenace guerriera che a testa altissima non si è fatta intimorire dai truci mascoli italici. Si è calata perfettamente nella parte della novella Giovanna d’Arco e quando ha potuto ha spezzato le reni a chi gli si è presentato davanti. Merveilleux Margot!!!
Sapevamo benissimo che l’inizio sarebbe stato importantissimo. Nei giorni prima dei Campionati ce lo siamo ripetuti centinaia di volte che il trittico Vomero/Sassari/Modena sarebbe stato la cartina tornasole del nostro cammino. E’ andato tutto come volevamo, con due partite tirate e belle ed un capolavoro!
Con Vomero prendiamo paura perchè il Capitano va sotto con il rognoso Impallomeni ma il pareggio di Chris e le vittorie di Luca e Davide portano i 3 punti che ci proiettano all’incontro con Sassari.
E’ partita difficile, la partita che all’andata ci ha scombussolato tutti i piani e che ci vide soccombere. Ma questa è un’altra storia. I tre dell’apocalisse Marco/Davide/Luca portano a casa il punto e impreziosiscono la sconfitta di Margot, al suo esordio, contro Pintore.
Ed ecco Modena. Qualche settimana fa ne avevamo avuto ragione in finale di un Open nazionale. Questo ha rafforzato la consapevolezza che eravamo noi quelli da temere. E’ stata una battaglia. Una bella battaglia. Chris riesce a fermare sul pari il fortissimo Montanari mentre ancora una volta il trio Marco/Davide/Luca mettono in cascina tre vittorie fantastiche. Davide va anche sotto contro l’esperienza del “Cine” Massimo Conti ma alla fine l’urlo della vittoria è del gigliato (3-2). Luca ci prova da tutte le parti ma questa palla non entra e Daniele Di C’è tira fuori dal cilindro un paio di parate degne del miglior Courtois. Alla fine il grido è lo yeppaaaaa del 1-0 definitivo. Marco ha davanti l’icona modenese, Riccardo Porro, mentore e tuttofare della compagine romagnola. Marco decide di indossare il frac del Signor Cinismo e schiaffa la pallina in rete quanto basta per portare a casa l’1-0!
E tre su tre.
Ci diciamo che ancora non abbiamo fatto niente, ma chi ci crede??!!! Sappiamo benissimo che abbiamo fatto tanto, che abbiamo fatto quello per cui abbiamo lavorato nelle ultime settimane ….. dobbiamo solo rimanere concentrati, senza staccare la spina. E non solo non la stacchiamo ma decidiamo di portare il voltaggio a 1000 watt, il 220 non ci basta più!
Arriva Pisa, squadrone con giocatori del calibro di Pochesci e Subazzoli. Andiamo sotto nel campo del Subba, il Visa si fa dare le chiavi dello schiacciasassi e investe come un tornado il malcapitato Zanetti. 1-1 …. decisivi i campi del Kobra Cattani e del Capitano. Il kobra per adesso è rimasto all’ombra, sotto il suo sasso, a riempire le sacche dei denti con del veleno fatto in casa. Ha davanti un mostro sacro che non più tardi di “ieri” calcava palcoscenici da serie A. Non gliene frega un cazzo…. sbuffa come un toro, snatura la sua filosofia di gioco pur di stare attaccato al match subisce tre reti ma, purtroppo per il pisano, per tre volte si avventa alla giugulare e sferra tre morsi letali. 3-3 e partita per adesso in mano nostra. Manca il campo del Capitano che davanti ha il giovane maltese dei crociati. E’ avanti 1-0, ha sbagliato un gol a porta vuota e le uniche energie che gli sono rimaste nei due minuti finali sono pari al nulla, al vuoto! Ma addosso non ha una maglia qualsiasi. Ha la maglia di Firenze, “… per seguir virtute e canoscenza!”. Mancano 10 secondi alla fine, ha la palla, mi avvicino al suo orecchio e gli sussurro che è il più forte, assolutamente il migliore …….. e sarà il più forte, il migliore. Vinciamo 2-1 e facciamo il poker!
Ultima fatica del giorno, Siracusa. Davide e Marco pareggiano contro Russo e Murabito mentre Bagnato esce vittorioso sul campo dove si suona la Marsigliese. Luca batte 2-0 Gissara e agguanta il punto del pareggio che ci fa finire la prima giornata imbattuti con 13 punti sui 15 disponibili conquistati.
Possiamo andare a mangiare soddisfatti ma continuiamo a raccontarci la cazzata che non abbiamo fatto niente! Mi mando affanculo da solo ….
La domenica mattina un sussurro ci dice che l’obbietivo è stato raggiunto…..oramai la salvezza è acquisita. Questo fa calare un pò la tensione e nelle partite con i fortissimi Pierce e i Flickers arrivano due sconfitte.
Per orgoglio dobbiamo rimetterci in piedi. Basta pochissimo: due occhiate ed è tutto chiaro. Battiamo Livorno con una partita di Marco da proiettare in tutte le scuole italiane, Davide ci mette il carico e Margot che chiude a chiave il discorso!
Alla fine ci prendiamo anche il lusso di battere Barcellona, la corazzata del girone, che già promossa matematicamente ha da tempo staccato ogni velleità agonistica.
Finiamo con un girone di ritorno strepitoso, un quarto posto che ci riempie di orgoglio e che ci prepara alla nuova sfida targata 2018/2019!!!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

Tutta la Serie C 2017/2018 nei dettagli

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TFC Fiorenza in Serie C!!!

ASD-Firenze-AvatarRoma, 8 aprile 2018 – Il calcio è meraviglioso perchè negli anni ci ha regalato sorprese pazzesche, vittorie talmente inaspettate da far parlare di “miracoli sportivi”, imprese eroiche, piccoli Davide contro titanici Golia. Nei primi anni ’70 il Nottingham Forest vivacchiava in Second division, poi arrivò Peter Taylor e con lui naque la leggenda del Nott’s culminata nel titolo della Premier e nella storica vittoria della Coppa dei Campioni nel  1978/79.
Nel 1985 il miracolo è tutto italiano. Con una rosa di soli 17 giocatori Osvaldo Bagnoli porta lo scudetto in quel di Verona con una cavalcata esaltante per tutti gli amanti del calcio. Era il mitico Verona di Elkjaer, Briegel, Galderisi e Di Gennaro.
Nel 1988 il piccolo Wimbledon si aggiudica uno dei trofei più prestigiosi nel Regno Unito, la FA Cup. Era la famosa Crazy Gang, picchiavano sodo e riuscirono a battere i Red’s in finale. Il bel gioco non era proprio la loro forza tanto che Linecker disse “L’unico modo per vedere il Wimbledon è sul televideo!”. Ma vinsero loro…
Nel 2000 il Calais arrivò in Coppa di Francia e la perse contro i campioni in carica del Nantes. Vi chiederete dove sta il miracolo. Il Calais era una squadra formata da uno studente universitario, due agenti di commercio, diversi impiegati, un giardiniere,  due insegnanti e tanta ma tanta passione e sacrificio. Un’impresa talmente grande che alla fine il portiere del Nantes chiamò sul podio tutti i giocatori del Calais per alzare la Coppa insieme a loro.
E potrei continuare con il Porto di Mourinho nel 2004, con la Danimarca Campione d’Europa nel 1992, la Grecia nel 2004, il Wigan del 2013 in FA Cup, per finire con il Leicester di Ranieri.

Poi c’è il TFC Fiorenza del 2017/2018 del capitano Alessio Riccio. Ma qui non si parla di palcoscenici professionistici, stadi pazzeschi e miliardi di dollari. Qui si versa sudore, passione,  tempo, denaro e tante risate. Sì perchè in questo gruppo non abbiamo altro. Abbiamo questo e ci basta. Siamo il completamento perfetto a chi di passione vive, siamo il formaggio sulle melanzane alla parmigiana, siamo il guanciale sulla carbonara, la panna chantilly sul millefoglie. Siamo Firenze porca puttana, la città di Dante, di Boccaccio, Brunelleschi, Leonardo da Vinci, di Michelangelo.
Noi siamo abituati alla bellezza, alle opere d’arte. Noi, che facciamo colazione con il Davide che ci guarda mentre Palazzo Vecchio ci fa ombra. Noi che in una qualsiasi stradina del centro abbiamo più storia degli Stati Uniti d’America, noi …… che abbiamo anche questi:

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.19.37 Riccardo Ferri : come posso essere imparziale con il Lobo, amico di tante scorribande ludiche sulle quali solo la distanza ci ha permesso di non diventare due “perfette fave nerd”! Da quando è rientrato ha sempre lavorato sodo per ricucire il gap che il tempo aveva messo tra lui e essere un giocatore. Lo è diventato di nuovo, eccome se lo è diventato. Sempre corretto, mai una parola fuori posto … s’incazza solo con la macchinetta in palestra quando non gli sputa le merendine. Mito!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.19.08Alessandro Cecchetti: un grandissimo! Lo azzoppano ma a lui gli importa una bella sega. Si fa piantare in una gamba 12 chili di titanio, si prende qualche mese ed eccolo qua. Fortissimo, mai banale, quando gioca anche la più blanda delle amichevoli sbuffa come un toro nell’arena e finisce sempre, e dico sempre, con il sorriso. Bionico!

 

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.20.19Tiberio Becucci: un guerriero, di quelli veri. Uno che si è messo un obiettivo davanti e porca puttana “ci arrivo a costo di arrotarvi tutti!”. Uno che la vita ha deciso di segnarlo e si è fatto segnare per poi guardarla in faccia e mandarla affanculo! Sicuramente il giocatore più “agonistico” di tutto il Fiorenza e ci sta da Dio. Come il pepe sui pici! Tassello fondamentale nell’alchimia della squadra …. il Diavolo nell’acqua santa!!!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.20.43Mirko Masini: uno dei gobbi buoni, e puoi togliere anche l’aggettivo calcistico. Perchè il bomber è una persona buona, di quelle che a volte ti fermi a pensare e ti viene il sorriso in faccia. Anche lui si era allontanato poi, una volta deciso di rientrare nei ranghi è tornato ad essere giocatore solido come un paracarro. Tra non molto una persona che gli fa brillare gli occhi gli infilerà una anello al dito  e sono sicuro che sarà per lui la vittoria più bella. Grande Bomber!!!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.19.56Matteo Cherici: e qui casca l’asino! Ho già scritto in un precedente articolo quello che per me è il Cece e non mi ripeterò. Ma è la persona che in assoluto mi ha fatto più ridere nella mia vita, è l’amico che vorrei accanto quando mi prende una colica renale perchè secondo me si metterebbero a ridere anche i calcoli! Uno che sta facendo a cazzotti con la vita e questa stronza riesce a tirargli tre ganci uno dietro l’altro ma gli risponde sempre, con quel montante piazzato sotto la mascella. E porca troia se gli fa male, la piega … è una battaglia Cece, puoi solo combattere!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.21.21Alessio Riccio: il Capitano. Indiscusso. Il giorno prima di partire mi chiamò per avere qualche consiglio. Sorrisi. Non ne aveva bisogno! E lo ha dimostrato. Mai un minuto in campo, 40 partite sulle spalle dove ogni tiro, ogni difensiva, ogni chiusura di un compagno di squadra erano le sue difensive, le sue coperture, i suoi tiri. Non ero lì, ma è come se lo fossi, e mi sembra di sentirlo nell’huddle a dare la giusta direzione. So perfettamente cosa significa avere un Grande Capitano che ti guida, è indispensabile come l’ossigeno. Alessandro Magno!

E poi un applauso grandissimo a chi a Roma non è potuto esserci, e penso a Mirco Pasquini, anche se è come se fosse stato tra quei tavoli sempre.
E perchè no a tutti noi che sotto l’ombra del Cupolone abbiamo sperato, gioito e ci siamo anche commossi seguendo il live della due giorni romana. Chi ha continuato a zappare, chi non si è mosso dalla stessa posizione per un’ora, chi non si è lavato il viso “fino a quando…”; insomma ognuno con il suo gesto scaramantico nella speranza che quel flusso di energia potesse arrivare nella testa dei nostri eroi, scendere lungo il braccio ed esplodere in quel magico dito!

FORZA FIRENZE, SEMPRE!
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Firenze trionfa all’Open di Massarosa

ASD-Firenze-AvatarMassarosa, 24 marzo 2018 – A Firenze si usa dire “tanta roba!”. Eh si, tanta roba perchè vincere un Open non capita tutti i giorni. Se poi lo vinci battendo in finale una diretta rivale ai campionati italiani come Modena lo è ancora di più. Se poi lo vinci mentre Fiorenza sale sul terzo gradino del podio lo è ancora ancora ancora di più!
Torneo ai limiti della perfezione per il CS Firenze che su 20 campi ne perdono soltanto uno, vincendo tutte le partite e pareggiando solo la finale aggiudicata per un gol di differenza contro una Modena al completo.
Bravissimi anche il quartetto del Fiorenza che dopo la sconfitta con Modena e il mezzo passo falso con i Seagulls battono con un perentorio 3-0 versilia passando il girone per secondi. Lo scontro fratricida li vedrà fermarsi in semifinale ma solo applausi per loro.
Firenze sbanca il girone. 4-0 contro Carpi senza subire reti, vittoria importantantissima contro Livorno per 1-0  grazie alla vittoria del Kobra Cattani contro Tozzi Francesco e tre pareggi, 2-0 contro l’Atletico Pisa ( i punti vengono dall’accoppiata Pini/Visani).
La semifinale ci mette di fronte tra gigliati e non è un male. E’ una partita che ha molti significati, è il risultato di percorsi condivisi e unità di intenti. Vince il CS Firenze ma è un dettaglio.
La finale è bellissima. Modena sarà un avversario ostico ai prossimi campionati italiani a San Benedetto del Tronto fra un mese e la partita è sentitissima da entrambe le squadre.
Firenze passa in vantaggio con un gol di Cattani su Montanari e Pini passa in vantaggio su Porro . Firenze è sul 2-0 con gli altri due campi tenuti al palo da Bonciani contro Daniele Di C’è e Visani contro  Mazzolani. Arriva il pareggio di Montanari ma Pini tiene il vantaggio e regge Firenze in vantaggio. Segna Mazzolani su Visani e riporta il match in parità ma Cattani non ci sta tornando in vantaggio. Pini raddoppia su Porro e nonostante il pareggio di Montanari reggiamo l’urto modenese alzando il trofeo per una rete di scarto.
Una grande soddisfazione che ci ripaga del tanto lavoro fatto e ci da una grande iniezione di fiducia per la prossima serie D e per i Campionati di San benedetto del 21 e 22 aprile prossimo.
FORZA FIRENZE SEMPRE!!!
L’Open FISCT Massarosa nei dettagli

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Ciao Capitano …

Firenze, 4 marzo 2018 – Non so da dove iniziare. So che ho la necessità di scrivere e di farlo nel muro dove mi condividono amici veri. Io Davide non lo conoscevo, mi ha unito a lui un pomeriggio durante il quale abbiamo girato intorno ad un tavolo di Subbuteo insieme. Con il suo sorriso mi chiese come facevamo ad alzare la palla con quei “soldatini” di plastica. “Ad ognuno il suo Davide…”.
Sono convinto che il dolore trascenda dal conoscere una persona. Il dolore è una sfera intima, figlio di un vissuto che solo tu puoi pesare. Non può essere soggetto al giudizio. Mi capita molte volte di rimanere spiazzato di fronte ad alcune reazioni che mi vengono spontanee. Ma poi le guardo e ci faccio pace perchè le riconosco mie. Le lacrime che mi sono scese in questi giorni e che non riesco ancora a fermare le ho rinosciute una ad una. Mi rendo conto che in questi momenti, dove il dolore livella il raziocinio, sono come un guerriero senza spada, con lo scudo abbassato, e vengo sconfitto dal cinismo di alcuni che non trovano di meglio che parlare di spettacolarizzazione della morte, del “sai quanti bambini muoiono tutti i giorni nel mondo”, per i quali il lutto cittadino ha vestito Firenze di provincialità. Voglio sprecare pochissime parole per loro, le voglio tenere per scrivere quanta gratitudine ho per te, Capitano, perchè nell’immane tragedia hai fatto vedere al mondo quanto forte, sincera, tenera e vera può essere la natura dell’essere umano. Il Cardinal Betori nella sua omelia ha detto che ti sei compromesso con noi, incrociando le nostre vite e le nostre storie. E’ proprio così, l’ho visto negli occhi dei miei figli, nelle voci spezzate di chi mi parlava, l’ho sentito nel respiro di quella folla immensa che per più di un’ora ha condiviso con me la coda per entrare in quel maledetto palazzetto per darti l’ultimo saluto. Non voglio neanche accennare al massacro emotivo della tua famiglia perchè non credo di aver la capacità, nemmeno lontanamente, di immaginare cosa possa essere. Ma quel saluto di tua mamma ad una Piazza Santa Croce gremita di viola me lo porterò con me gelosamente.
In un mondo intriso di sciocchezze, di frivole apparenze, di valori calpestati o ancora peggio ignorati, ci hai presentato un conto salatissimo. Hai vissuto in quel mondo da Signore, un esempio per tutti, mai una parola sopra le righe o un tono “stonato”. Tutto questo con il sorriso, sempre. Quel sorriso che non ti abbandonava mai. Ce ne accorgiamo adesso, che non potremo più vederlo. Adesso ci accorgiamo di cosa ha significato il tuo essere Davide Astori. Pagheremo volentieri questo conto salato e potremo solo ringraziarti.
Voglio chiudere questo mio pensiero riprendendo quello che Gianni Brera scrisse alla morte di Meazza perchè quando l’ho letto ho fatto quello che sto facendo da domenica. Piangere.
“Avendo io a lungo delirato per lui, mi dico oggi che gli eroi quelli veri, andrebbero per tempo rapiti in cielo, così come usava una volta, che non debbano restare fra noi a morire accorati e offesi della loro ingiustissima sorte.”
Che ti sia lieve il cielo Capitano.

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