Subbuteo, tra passato e presente

ASD-Firenze-AvatarLivorno, 17/18 giugno 2017  – Era il Natale del ’76 quando mio nonno mi regalò la mia prima scatola del Subbuteo.
Dal quel momento tantissime sono state le partite giocate nei posti più disparati: sul tappeto buono del salotto di casa, nei garage umidi degli amici o in terrazze talmente strette che per giocare sulla fascia ci dovevamo spenzolare fuori. Ricordo una partita, di non so quale improbabile torneo rionale, che giocammo nel giardino di un amico; fino a qui niente di strano direte voi, peccato che piovesse a dirotto! Giocammo lo stesso. Era lui che giocava con i favori del campo e, avendo bisogno del pareggio, aveva deciso di giocare sotto l’acqua. Finì 0-0.

Potrei continuare riempiendo pagine e pagine di ricordi ma voglio raccontarvi questi due giorni perché mai avrei pensato, dopo 41 anni, di ritrovarmi ancora a basculare miniature in un palazzetto pieno di gente con i miei stessi ricordi e la stessa passione mai tramontata.

Per dire la verità quando, dopo dieci anni di inattività, ho ripreso in mano le miniature l’ho fatto con il calcio da tavolo. Mi sono  lasciato trascinare in un torneo old solo grazie all’entusiasmo di tre compagni di squadra ai quali brillano gli occhi  se parli di girello. E’ stata una buona scelta, più che per il gioco in sé – sul quale avrei molte cose da dire – per l’atmosfera che abbiamo respirato nella due giorni livornese. A differenza del CdT la spensieratezza e la tranquillità regnava sovrana e sembrava che davvero l’obiettivo principale di tutti fosse il puro divertimento.

La presenza di 40 squadre e nessuna defezione è stato il giusto tributo al grande lavoro che Michele Giudice e la banda labronica hanno profuso per far sì che tutti noi tornassimo indietro di trent’anni, almeno per un week end. Solo il caldo ha provato a smorzare gli entusiasmi ma anche lui, seppure ai piazzati, è stato sconfitto!

Fantastico vedere quelle femmine stare a testa altissima in un mondo di galli cedroni, per niente intimorite dall’Io maschio del so fare tutto io. Girellavano quelle miniature, con un’abilità che io mi sogno la notte. Bravissime!

E poi i ragazzini, la new generation che di questo mondo aveva soltanto sentito parlare con tono nostalgico dai babbi, che sabato e domenica hanno preso quei ricordi, quei racconti, facendoli loro per trasformarli con straordinaria abilità in tocchi, girelli e goal. Forse, a qualche babbo, è pure uscita una lacrimuccia.

Ciliegina sulla torta, anzi ciliegine mature su torte buonissime, è stato vedere che alcuni dei giocatori che negli anni settanta e ottanta riempivano le pagine del Guerrin Sportivo vincendo in giro per il mondo erano li. Certo, con qualche capello in meno e qualche chilo in più – tranne Eddie Bellotto che prima o poi mi dovrà spiegare dove ha trovato l’elisir di lunga vita –  Ma erano lì!

Come un ragazzino attorniato dai suoi idoli mi sono fatto scattare una foto in mezzo a Di Lernia e Bellotto. La farò stampare 200×150 e l’attaccherò in salotto, per ricordarmi che non stavo sognando. E poi il Defra che, come se niente fosse, continua a vincere come faceva trent’anni fa!

Passo velocemente all’aspetto agonistico facendo i complimenti a chi ha ottenuto titoli e promozioni, a chi si è salvato e chi invece ha dovuto salutare la categoria. Evito di farli a chi invece non ha capito niente di quella magica atmosfera e si è lasciato andare alle solite porcate ma, come dice qualcuno, la madre degli imbecilli è sempre incinta.

Come posso chiudere? Mi piace lasciare questa pagina pensando alla piacevolissima serata trascorsa con l’amico Nico Lucchesi e i ragazzi con l’Aquila azzurra sul petto. È un bel ricordo, per la prima volta mi sono trovato davanti ad occhi e pensieri che andavano al di là del panno verde. È un modo per non chiudere, perché quella condivisione di vita vissuta è stata aria pulita che ti fa respirare.

….. e questa volta non parlo di quella banda vestita di viola che oramai da tanti anni mi accompagna in queste giornate. Scriverei le stesse cose di sempre, dovrei descrivere il dolore alle mascelle per il troppo ridere e la soddisfazione di vedere la gioia negli occhi dei  miei compagni. Quindi mi limito a dirvi il solito, immenso grazie per aver scelto di condividere insieme a me tutto questo.

Forza Firenze, sempre!

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Bonciani è il nuovo Campione Fiorentino

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 22 maggio 2017 – Alla fine torna sempre tutto. Uno più uno fa sempre e solo due e chi è più forte, vince. Il nuovo Campione Fiorentino è Marco Bonciani che, dall’alto di una stagione perfetta, senza cedimenti o cali di rendimento, mette la meritata ciliegina su una torta che si è preparato, cotta e mangiata.
Location particolare quella delle Final Six 2017. La Cadi Arena del neo Yul Brinner, il mitico Gab, ha ospitato l’ennesima piacevolissima serata che ha visto premiare gli sforzi della stagione fiorentina. Dopo il titolo master al Capitano, Matteo Cherici, aka I’Cece, si aggiudica il Titolo Cadetti anche lui premiando una stagione che lo ha visto alternarsi con il mondo old con risultati davvero entusiasmanti.
Ora la stagione si avvia al suo epilogo con gli ultimi tornei che serviranno soprattutto a rodare un buon inizio per la prossima e a sottolineare il nome del CS Firenze nel prossimo Campionato di Serie B OLD in quel di Livorno il prossimo 17/18 giugno.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!

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Cece tra i big 16 d’Italia!

ASD-Firenze-AvatarDesenzano sul Garda, 13 maggio 2017 – Ho iniziato a scrivere questo articolo almeno quattro volte parlando del Campionato Italiano, di ranking, di gironi e avversari ma tutte le volte c’era qualcosa che non mi convinceva. Poi ho capito che non mi interessava parlare di quello ma volevo parlarvi di un giocatore, di un amico.
Non so quanti anni sono passati da quel lunedì sera quando un tipo dai capelli mossi e biondicci, magro e occhialuto si affaccia all’entrata della palestra con una scatolina in mano e la maglia del Liverpool addosso. Ha la faccia simpatica e il suo modo di fare ci garba da subito. Prima partitella per saggiare quanta materia buona ci fosse in quel dito, prime 187 domande per sapere come funzionava il giochino e via, parte l’avventura. Matteo, detto il Cece, dimostra da subito che di spazio per farne un giocatore ce n’è in abbondanza e il suo impegno, la sua attenzione a quello che gli anziani cercano di passargli è di grande stimolo per tutti noi. Con il tempo si dimostra non solo un forte giocatore ma anche, e soprattutto, una persona per bene. Voglio usare queste parole perchè di “eccezionale”, “fantastico”, “meraviglioso” oggi ce ne è un tale abuso che non renderebbero giustizia a quello che voglio dire. Una persona per bene perchè la capacità di essere positivo, di non travalicare mai, di prendere con un sorriso la vita è prerogative di chi è nel giusto. Una persona per bene perchè portatore sano di onestà, non solo sportiva.
C’è stato un momento che mi ha fatto incazzare come una iena. Avevo visto in lui il giocatore che ci poteva far fare il salto di qualità, uno di quelli che inserito nelle rotazioni della prima squadra avrebbe dato profondità e solidità. Bravo tecnicamente, forse uno dei più forti nel club sotto questo aspetto, stava crescendo anche tatticamente. Ma poi è arrivata una rottura. E’ arrivato il momento dove c’era da elaborare il lato oscuro di questo maledetto gioco. C’era da inserire nel complesso meccanismo del dna il “diventare una merda”! Sì perchè quando arrivi nelle competizioni che contano sullo stomaco non devi avere peli, devi costruirti un plinto di cemento armato e ad ogni merdata che subisci devi reagire con una ancora più grande se possibile. Altrimenti ti stritolano. Non tutti, ma tanti. E lì non c’è stato verso. Credo ci sia stata una lunga chiacchierata tra lui e il suo dna, sulla terrazza di casa al fresco della notte con un cannino in mano. Sono convinto che abbia provato in tutti i modi a convincerla (il dna è femmina? boh!) che era giusto diventare un pò merde, lasciare da parte il romanticismo e dare spazio al cinismo. Abbondonare i libri Harmony e leggere Baudelaire. Credo che il Cece ci abbia provato, che ne sia uscito sconfitto e che questa sia stata la sua più grande vittoria!
E’ grazie a lui (e non solo) se il club si è dipinto addosso anche il lato storico, nostalgico dei tempi andati. Il ricordo dei favolosi match nei garage degli amici adolescenti rivivono in me tutte le volte che lo sento urlare il nome dei suoi campioni quando segnano. Quell’anta del suo armadio con quella serie di scatoline perfette crea un mix di invidia e tenerezza ma che fa capire che in fondo, forse, aveva ragione lui. E’ il sorriso la miglior arma contro le demenza di alcune merde che popolano questo mondo e vaffanculo se alla fine hanno fatto un gol più di te. Keegan in questo modo diventa invincibile, un highlander dei tempi moderni che aiuta a non invecchiare mai. Nella mia bacheca c’è una coppa che guardo sempre volentieri. E’ la coppa che ricevetti quando vinsi a Pisa il GP Toscana. Giocavo malissimo. Ero uscito da un campionato italiano pessimo e mi presentai a quel torneo solo per resettare la testa e provare nuove basi. Persi la prima partita facendo letteralmente cacare. Ma c’era il Cece che subito mi spezzò lo stomaco con due battute stratosferiche. E tra una risata e l’altra vinsi la seconda. Ci fermammo a sedere su dei divani anni 70 in un locale che forse neanche Richie Cunningham si sarebbe trovato a suo agio e ridevamo. Vinsi anche la terza partita, il girone e gli ottavi di finale. Sigarettina insieme al Cece fuori dal locale, su una terrazzina che dava su un piazzale dove la cosa più allegra era la cacca dei piccioni sulla spalliera della scala. E giù risate. Vinsi i quarti e poi anche la semifinale. Come potevo stargli lontano? Ci mettemmo a guardare e a commentare improbabili pance strette in altrettante improbabili magliette chiedendoci se dovevano essere più incazzate le prime per essere in esse contenute o le seconde per doverle contenere. Ma non riuscivamo ad arrivare alla fine di una discorso perchè si rideva prima. Vinsi anche la finale e tutte le volte che guardo quella coppa penso a quanto abbia ragione il Cece quando, con la maglia dei Reds addosso, gonfia la rete con Mc Dermott, Neal o Keegan.
Oggi è entrato di diritto nei 16 migliori giocatori d’Italia ai Campionati Italiani Subbuteo a Desenzano sul Garda ma gli altri 15 dovranno stare attenti perchè highlander si nasce e invincibili come il Cece non ci si improvvisa!
Dei risultati del torneo non me ne frega una beata minchia ma un dato lo voglio riportare in modo che quelli che si troveranno davanti il Liverpool sappiano a cosa vanno incontro. I Reds chiudono il Campionato con McDermott, Heighway e Jones con 2 reti a testa e con un goal Smith, Neal e Keegan!
Grazie amico mio.

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Salvezza!

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 23/24 aprile 2017 – C’è una fiaba araba che racconta le gesta di un Re che, partito per fondare un impero, venne sconfitto e spodestato. Ma una mattina, seduto su una collina, guarda quella che era la sua terra: i campi da coltivare, in lontananza il mare, gli alberi ed il cielo. Sorride il Re e si fa contadino cosicché, seme dopo seme, raccolto dopo raccolto, riconquista il suo impero.

C’è una fiaba fiorentina che racconta le gesta di un gruppo di amici che partono per conquistare una promozione. A metà percorso vengono sconfitti e spodestati.
Ma un giorno si guardano negli occhi, consapevoli che la forza dell’uno sopperirà alle debolezze dell’altro e la squadra ambiziosa si fa operaia e lotta dopo lotta, battaglia su battaglia, conquista il suo impero.
Questa è una salvezza che sa di buono. Racconta di quanto valore abbia l’amicizia in tutti i campi della vita. Racconta di quanto la condivisione, la fratellanza abbiano poteri straordinari. Poco importa se abbiamo guardato da lontano gli abbracci degli amici che festeggiavano una promozione: abbiamo dato quello che avevamo nel momento e alla fine, come sempre, ci siamo guardati contenti di quello che siamo diventati.
Ho guardato il mio Capitano apparecchiare la tavola in maniera perfetta. Non un oggetto fuori posto, preludio di un buon pasto. Durante la festa qualcosa è andato storto ma non ha fatto una piega. Ha sempre riapparecchiato per preparare al meglio la portata successiva. Roba da chef stellato!
Ho guardato i miei compagni sudare, sbuffare senza mollare un millimetro su quei maledettissimi campi.
Ho vissuto quella meravigliosa alternanza di emozioni che solo questo magnifico gioco può regalare.
Il bianco e il nero, il dolce e l’amaro che accompagnano i minuti successivi ad una vittoria o ad una sconfitta.
Ho amato i momenti di riposo, quelli dove guardi gli altri mentre giocano, mentre vivono le stesse emozioni che hai provato tu qualche minuto prima.
Rimane l’amaro in bocca per lo spareggio che ci ha visti carnefici degli amici di Versilia.
Avrei pagato per avere un altro avversario.
Mentre giocavamo guardavo Davide cercando di capire quanto pesante fosse per lui il fardello che aveva in quel momento sulle spalle. Mi è stato chiarissimo quanto il percorso fatto insieme abbia dato peso e sostanza alla nostra amicizia. La forza di Casanova, Bacci, Conti che, alla luce della retrocessione, hanno lo spirito di farsi fotografare con un cartello ” D…. ritorno a casa” racconta un’altra storia che non ha bisogno di essere scritta. Grandi!
Mi rimane dentro un sacco di roba.
Mi rimane dentro la solidità di Marco che con lucida maestria si carica la squadra sulle spalle e la traghetta fino alla salvezza.
Mi rimane la gioia del Kobra che, nonostante decenni di miniature, lo vedo ridere come un adolescente per poi entrare in campo e rimettere sui giusti binari partite che avevo fatto deragliare.
Mi rimane la concentrazione e la tensione agonistica di Sergio, sempre pronto a condurre in porto il compito assegnato. Che abbia davanti Flores o la mi nonna gli occhi sono sempre quelli.
Mi rimane l’amore incommensurato di Chris per questa maglia, per noi e per Firenze e quel “dai Luca”, in un momento di difficoltà, me lo porto nel cuore.
Mi rimane quella macchina fotografica che per due giorni si fa zingara in mezzo ai campi per immortalare momenti magnifici.
Mi rimane il pensiero di tutti gli altri fratelli viola che da casa soffrivano insieme a noi davanti ad un monitor, riempiendo uozzappe alla fine di ogni turno con quel tipo di incoraggiamento che è come l’acqua nel deserto.
Mi rimane la certezza che, anche se il mio contributo a questo campionato è stato pari a quello che ha avuto Hitler per la pace nel mondo, non cambierei per niente al mondo questi due giorni.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!

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Risultati completi Serie C 2016/2017

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I Cannibali vestono viola!

ASD-Firenze-AvatarSan Miniato, 9 aprile 2017 – Sì perchè a noi un ci spaventa niente e nessuno! Si deve giocare a calcio da tavolo? Ci si gioha. Si deve giocare a old? Si vince! Anzi si cannibalizza …
San Miniato Basso, in quel di Pisa, in una domenica aprilina quasi estiva. Quarantacinque iscritti al torneo organizzato in maniera impeccabile dagli amici con il sombrero.
Quarantaquattresimo iscritto, Ferri Riccardo… aka Lobo.
Quarantacinquesimo iscritto, Cherici Matteo… aka Cece.
Vincitore torneo Open, Cherici Matteo… aka Cece!
Vincitore torneo cadetti, Ferri Riccardo… aka Lobo!
E’ andata così… è andata che tra una cazzata e un’altra ci siamo inventati la “costola” old e da questa abbiamo modellato una figa pazzesca che tra lo stupore di tanti ci sta regalando gioie inaspettate.
E’ andata che Lobo gioca un girone che non riesce a passare e allora s’incazza come una iena e cannibalizza il cadetti.
E’ andata che il Cece si gioca ai piazzati il primo posto del girone, li vince, poi s’incazza come una iena e cannibalizza l’Open.
E’ andata così, in una domenica aprilina quasi estiva, ci siamo ritrovati tutti quanti davanti al piccolo schermetto del cellulare a tifare questi due che, zitti zitti, tritavano ogni cosa.
E’ andata che poi leggi i commenti su feisbuk e oltre ai complimenti per le vittorie, leggi anche quelli del fair play e dell’onestà e allora ti guardi dietro e ti accorgi che quella gran figa, nata dalla costola del CS Firenze, ha anche due poppe da urlo!!!
E’ andata così… e se così è andata, questa volta, è tutto merito della premiata Ditta Cece & Lobo’s !
Grazie ragazzi e FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!!

Cece&Lobo

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Il Fiorenza sfiora i play off!

ASD-Firenze-AvatarPisa, 1 e 2 aprile 2017 – Ad un passo dai play off, così si conclude la due giorni pisana del TFC Fiorenza impegnato nel Girone centro del Campionato Nazionale di serie D.
La truppa guidata da Mister Pasquini si presenta ai nastri di partenza consapevole della propria forza portando a termine un torneo fantastico, combattendo mossa su mossa, palla su palla, sempre testa al campo e fiato sul collo degli avversari confermando la crescita esponenziale di questa formazione la cui essenza si é dimostrata essere il gruppo stesso.
Pasquini, Becucci, Cherici, Masini, Poggiali e Riccio … questi i protagonisti della splendida cavalcata viola in terra pisana.
Ottimo risultato il quarto posto col sogno dei playoff svanito all’ultima giornata, BRAVI!!! Una menzione speciale al sesto leone Alessio Riccio che sobbarcandosi due giorni di andirivieni non proprio comodo ha confortato e supportato  la squadra!
Le analisi e le considerazioni sui singoli risultati delle partite saranno fatte a tempo debito e chi vi scrive é sicuro che ciò contribuirà a rendere il futuro del Tfc Fiorenza pieno di soddisfazioni.

FORZA FIRENZE … SEMPRE!
Tiberio Becucci
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E’ l’ora del TFC Fiorenza!

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 2 marzo 2017 –  Con un orgoglio che rischia di debordare nella stucchevolezza, sabato e domenica saremmo tutti incollati al monitor e ai telefonini per seguire il Campionato di serie D dove la nostra TFC Fiorenza porterà in alto i colori di Firenze.
Becucci Tiberio
Cherici Matteo
Masini Mirko
Pasquini Mirco
Poggiali Nicola
saranno i cavalieri che indosseranno armatura e lancia, sfidando chiunque gli si presenterà davanti, indomiti, fieri e pronti a stillare l’ultima goccia di sudore all’avversario. Perchè questo e solo questo dovrà essere il compito del Fiorenza, mai domi e testa alta fino alla fine! Vi seguiremo da lontano ma non per questo dovrete sentirvi soli perchè il nostro incitamento percorrerà le acque dell’Arno e arriverà a Pisa con urlo che vi farà forti. E sò che onorerete quella maglia, quei colori che da sempre contraddistinguono il bello.
Abbiamo lavorato tanto, ci abbiamo creduto anche nei momenti in cui tutto sembrava non arriderci e siamo stati più forti di tutto e di tutti. Il CS Firenze e il TFC Fiorenza sono il risultato di tutto questo lavoro e solo la determinazione, la concentrazione, il sudore e la voglia di uscire fieri dal campo diranno che avevamo ragione … che ci avevamo visto lungo.
Forza guerrieri, ancora qualche giorno per affilare le lame, per lucidare le armature e sellare i cavalli. Poi al galoppo, stendardo al vento, orgogliosi di voi!

FORZA FIRENZE, SEMPRE!

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