Il Re di Coppe

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 7 gennaio 2019 – Tre edizioni giocate della Coppa Firenze e tre vittorie per Luca Pini che si dimostra imbattibile in questa competizione superando per due reti ad una, nel remake della finale dello scorso anno, un Davide Visani tanto confusionario quanto lucido e concreto nei momenti chiave della serata.

Dopo la lunga pausa festiva si torna a giocare al Club Subbuteo Firenze e lo si fa alla grande con i primi otto del campionato a sfidarsi per la tanto agognata Coppa Firenze.  Al primo turno nessuna sorpresa solo una lunga maratona per Visani e Casati che chiudono al secondo giro di piazzati una partita equilibratissima e che il bergamasco vince grazie alla sua esperienza. Semifinali in grande equilibrio con Pini costretto al sudden death da un sempre coriaceo Cherici e Visani che compie il capolavoro di serata contro Bonciani: in vantaggio per due a uno a 40 secondi dalla fine il Boncia sbaglia un facilissimo tiro centrale e si fa fregare prima con un gol su rilancio dalla difesa di Visani e poi alla prima azione del sudden death da un famelico “birimbao”.
Così si arriva all’epilogo con Pini e Visani che si sfidano di nuovo a distanza di un anno; cambiano gli anni ma non il risultato finale e allora dopo una partita condotta sempre in superiorità sia di gioco che di risultato gli “Xeneizes” di Luca Pini fanno centro al loro esordio!

 

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Ci vediamo nel 2019!

Buone feste

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Bonciani e Barducci sulla Torre!

ASD-Firenze-AvatarPisa, 16 dicembre 2018 – Pisa storicamente non è mai stata terra di facili conquiste e la sua forza già ai tempi delle repubbliche marinare è custodita nei libri di storia. Genova provò in tutti i modi a spezzarne l’egemonia ma la forza della Repubblica di Pisa non cedette mai e grazie al patto di alleanza con Venezia riuscì a mantenere saldo la supremazia nel Mar Tirreno.
Solo Firenze ne spezzò le resistenze. Nel 1405 il governo pisano dei Visconti cedette la città a Firenze per 250.000 fiorini e nonostante 11 mesi di assedio e la rivolta dell’’intera popolazione pisana la città cadde sotto l’influenza di Firenze.
613 anni dopo la storia si ripete!
Ieri i cavalieri gigliati hanno colorato di viola la torre che pende, sbaragliando il campo nella 3^ tappa del Campionato Regionale.
Ben tre i viola che arrivano ai quarti di finale, con il Capitano Bonciani che deve vincere due derby, con Pini e Neri, prima di fare sua la finale con l’aretino Nicchi giocando una partita sempre in controllo. Va sotto grazie ad un gol strepitoso di Vittorio dopo una chiamata molto dubbia ma, come ci ha abituato, Marco non si scompone e continua a macinare il suo gioco. Pareggia la partita e sulla sirenza la butta dentro per una vittoria tanto aspettata quanto meritata.
Una soddisfazione bissata dallo splendido successo di Barducci nei Cadetti. Stefano dopo essere uscito nel girone solo per differenza reti, inanella un tris meraviglioso che lo porta, tra una lacrima e un sorriso, ad alzare la Coppa. La foto di Marco e Stefano dietro al tavolo da gioco con i due trofei davanti ci riempie davvero di orgoglio, a conferma di quanto questo gruppo sia unito, solido e anche forte. Direi che la terra pisana non ci porta male visto che su 3 edizioni del torneo, Firenze l’ha fatta da padrona per due volte. Bene così!
Buono il torneo anche degli altri con risultati di spicco. Gori esce in un girone difficile, con Michele Giudice e Lazzarini horst category per il nostro “Goro” ma che fa sua con autorevolezza la terza partita del girone a dimostrazione che il suo impegno e la voglia di migliorare danno i loro frutti. Mai una parola sopra le righe, ha sempre lavorato in silenzio e con impegno. Un compagno di squadra prezioso anche se ha il difetto di tifare per una squadra borghese come il Siviglia …. ma lo perdoniamo.
Alex Neri ha sfortuna. In un girone da 4 si trova a giocare l’unica partita contro Toni La Melma a causa di due forfait. Certo non ci sono problemi per il passaggio del turno ma partita secca e contro un esperto come Alessandro potrebbe avere più di un grattacapo. E invece, come sempre, testa bassa poche chiacchiere gonfia la rete una volta e porta a casa il girone. Agli ottavi affronta un altro giocatore che se uno potesse non ci giocherebbe mai. Ma anche qui non c’è storia. Che si chiami Toni o Vanelli poco importa, si gonfia la rete un’altra volta e si va avanti. Vatteroni ai quarti gli dà qualche preoccupazione ma la semifinale la gioca lui, semifinale dove si deve arrendere al Capitano… ma ieri non ce n’era per nessuno.
E’ buona luce anche per Gabriele Casati che dopo un anno sabbatico perso a rincorrere fantomatiche basi non lucidate e santini di Flores e Mato Ciccarelli sul comodino, sta tornando ad essere un giocatore. Cede il passo nel girone allo spezzino Giannarelli e fa sue le altre due partite. Ha la sfortuna di trovare agli ottavi il panzer Bonciani che lo ferma.
Pini decide che in questo torneo non si deve tagliare quella maledetta palla e spreca gol a raffica che lo relegano al secondo posto nel girone. Agli ottavi un piccolo gioiellino battendo un puledro di razza come Lazzarini per poi cedere il passo all’inarrestabile Boncia nei quarti.
Che dire se non gran bella giornata e degna conclusione di uno splendido 2018!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

La 3^ tappa del GP Toscana nei dettagli

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Dai Firenze, dai!!!

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 17 novembre 2018 – Ancora una volta sul pezzo, sempre lì, inossidabili, presenti più che mai alla competizione più importante del panorama calciotavolistico italiano. L’andata dei Campionati Italiani a squadre in quel di San Benedetto del Tronto ci ha visto di nuovo ai nastri di partenza della serie C, torneo difficilissimo con un girone dove davvero trovare carenze tecniche è un azzardo pirotecnico. Oramai le compagini che arrivano a questa manifestazione sono squadre compatte, forti, equilibrate e trovare la chiave per scardinarne le difese è di anno in anno sempre più difficile. Ma noi siamo Firenze e abbiamo un condottiero che nelle difficoltà va a nozze, più l’impegno è gravoso e più il capitano dà il meglio di sé stesso sbagliando veramente minuzie che spesso vengono mascherate dalle buone prestazioni di noi giocatori.

E poi quest’anno c’è aria di nuovo. I ragazzi del Fiorenza che, dopo la cavalcata in serie D, si presentano anche loro ai nastri di partenza nell’altro girone con un Kobra in più. Firenze vede all’esordio Alessandro Neri, giocatore forte, solido che dopo anni di corteggiamento finalmente è approdato all’ombra del Cupolone.
Intorno i “vecchi” leoni viola di sempre.
Partiamo con qualche punto interrogativo.
Il nostro cavallo bergamasco ha deciso di dare seguito alla stirpe atalantina, mettendo al mondo il meraviglioso Pietro il quale ha reso il babbo fiero e giustamente tronfio ma che potrebbe avere qualche cedimento sul campo dato da qualche nottata insonne di troppo. Marco che ha ancora addosso l’armatura da combattimento, indossata oramai da qualche anno per far fronte ad un periodo nel quale la vita lo costringe a lottare. Alla lunga il metallo potrebbe pesare e l’incognita di vedere la reazione non ce la possiamo nascondere.
Il transalpino viola arriverà come sempre carico a pallettoni ma dalla sua il fatto di non potersi allenare adeguatamente potrebbe creare qualche incrinatura.
Ale è stato scaraventato in un mondo totalmente nuovo e probabilmente dovrà trovare anima e fuoco per entrare a petto gonfio nel covo del Marzocco.
Lasciamo da parte il sottoscritto, il fatto di scrivere mi esenta da autocelebrazioni.

La domanda è… ce la faremo?

Ce la facciamo! Perché alla fine quello che conta è la convinzione, è la passione, è la certezza che hai sempre fatto tutto quello che è giusto fare per affrontare questo impegno. E lo abbiamo sempre fatto con costanza e dedizione, consapevoli del fatto che è diventato un mondo nel quale non puoi più permetterti di cullarti sui ricordi o pensare di arrivare al PalaSpeca forte solo dell’’autoconvincimento di essere forte. Non basta più! O ti alleni o sei fuori.
I dubbi vengono fugati da subito perché la partita con Cremona la vinciamo, sudando come suderemo tutte e nove le partite Ma quella vittoria mette i puntini sulle i! Possiamo tirare su le maniche della tuta, guardarci negli occhi e provarci anche quest’anno.
Al cavallo bergamasco le notti insonni hanno fatto più che bene, vince, convince e urla come un forsennato dando la giusta scarica di adrenalina anche a tutti noi. Bravo Davide. Bravo perché quando tra persone adulte ci confrontiamo e poi si mettono in pratica le parole dette si è sempre vincenti.
Marco gioca un girone di andata bellissimo. Perché quell’armatura non ha potuto togliersela di dosso e allora ha modificato particolari importanti per fare quello che serviva non a lui, ma alla squadra. E lo ha fatto da grande capitano e da grande giocatore.
C’è stato un momento che, da posizione defilata, mi sono messo a guardare Ale. Quello nuovo, quello che poteva durare fatica ad entrare nei meccanismi gigliati.  Beh, non ho potuto fare altro che sorridere. Era come vedere un giocatore che ha addosso quella maglia da sempre, l’urlo su un suo gol e l’abbraccio ai compagni a fine partita sono stati la pietra tombale su qualsiasi dubbio potessimo avere. Grande Ale!
Chris è impeccabile. È consapevole che non può essere al cento per cento ma, come sempre, testa bassa e concentrazione massima per sfruttare, oltre il limite, tutte le potenzialità che ha nelle mani e nella testa. Scivola, si rialza, vince. Leone viola inossidabile e insostituibile.
Poi ci sono io…ma è un altro discorso.
Finiamo quinti a pari punti con Messina con lo scontro diretto a nostro favore. Pochi punti ci separano dalla vetta ma abbiamo chiara la consapevolezza che qualsiasi flessione di concentrazione o la pericolosa presunzione di aver già fatto tanto potrebbe rovinare tutto. Lo sappiamo talmente bene che questi fantasmi verranno sconfitti da subito e con l’orgoglio che ci ha sempre contraddistinti ci presenteremo al girone di ritorno a testa alta, fieri di indossare la maglia che portiamo da anni.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

Il girone di andata Serie C Girone B nei dettagli

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Il TFC Fiorenza a San Benedetto

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 17 novembre 2018 – L’avvicinamento al tanto agognato debutto del nostro TFC Fiorenza nella Serie C nazionale è stato caratterizzato da due sentimenti contrastanti: l’euforia figlia della trionfale “Mission To Rome”, il girone Centro del campionato di Serie D disputato appunto a Roma alla fine della scorsa stagione agonistica e caratterizzato da un filotto di nove vittorie su dieci incontri giocati e di un primo posto assoluto che aveva voluto dire promozione diretta in Serie C, ma anche dai timori relativi alla consapevolezza che il livello tecnico e di esperienza che stavolta avremmo riscontrato nei nostri avversari sarebbe stato ben più alto. Se aggiungiamo poi che il girone d’andata dei campionati italiani si disputa praticamente in apertura di stagione e che quindi la preparazione non poteva essere particolarmente accurata, si capisce il motivo dei dubbi che pervadevano i pensieri di coloro che avrebbero preparato le strategie di gioco e diretto le operazioni in quel del Palaspeca di San Benedetto del Tronto.

Forte di due innesti importanti quali il “Kobra” Cattani, giocatore di grande carisma e vero e proprio punto di riferimento per tutti noi, e Mirco Pasquini, già capitano del Fiorenza e reduce da una stagione in prima squadra, la nostra rosa vedeva ai nastri di partenza ben sette giocatori: Tiberio Becucci, Matteo Cherici, Riccardo Ferri e Mirko Masini, con Alessio Riccio a coordinare il team, oltre ai già citati Cattani e Pasquini. Squadra agguerrita e con un baricentro decisamente offensivo, orfana purtroppo di Alessandro Cecchetti, uno dei grandi protagonisti di Roma e perno fondamentale degli equilibri tecnici e tattici della nostra squadra, giocatore che tutti ci auguriamo di riavere tra le nostre fila per la disputa del girone di ritorno.

Partenza nel tardo pomeriggio di venerdì, accompagnati da un freddo pungente e ventoso che non spegne però l’entusiasmo e la voglia di vivere con la giusta armonia la prima trasferta verso la C, cena lungo strada e arrivo a destinazione a sera inoltrata. La mattina successiva c’è poco tempo per tutto, niente sguardi sull’Adriatico e niente brezza marina a temprare gli animi prima delle battaglie sul panno verde: solo una colazione di buon’ora e via al palazzetto, dove ci ritroviamo con i ragazzi (e Letizia!) della prima squadra. Ci accomodiamo sugli spalti, dispieghiamo il vessillo biancorosso del Fiorenza recante il Marzocco, il leone che nella Repubblica Fiorentina era simbolo del potere popolare, oggi nostro prezioso talismano, diamo una scaldatina all’indice, espletiamo un turno di arbitraggio e finalmente tocca a noi, è il nostro esordio in C!

Il primo avversario è Pisa Subbuteo, la seconda squadra del mitico Black And Blue Pisa, uno dei club che ha fatto la storia del calcio da tavolo. Sebbene la scorsa stagione la loro rosa comprendesse almeno un paio di giocatori la cui collocazione naturale sarebbe stata la prima squadra (si parla di calciotavolisti che hanno vinto la Champions League), questa volta il livello dei contendenti è decisamente più adatto alla categoria, anche se sia Tamburri che Lazzarini sono giocatori di classe e tecnica eccelse. Il risultato finale è un pareggio, 2-2. Paghiamo forse un po’ di emozione e di sfortuna (un grande Ferri fermato solo dai pali della porta dell’avversario): vincono il Kobra e Pasquini, confermando le scelte tattiche previste dagli strateghi e regalandoci il primo punto della competizione.

Poco tempo per rifiatare e, tra una risata e l’altra, si torna sul panno. Stavolta c’è Ferrara, una delle compagini più forti del girone, con giocatori che non sfigurerebbero affatto anche nelle categorie superiori. Il match è difficile, andiamo sotto subito e non riusciamo a riportare la partita su binari a noi favorevoli. Il risultato finale è 0-3, con il solo Cherici che grazie a una grande prestazione impatta il fortissimo Billi.

Al terzo match con la neopromossa Stabiae rialziamo la testa. E’ una partita al cardiopalma, specie per chi la vive da fuori, ma alla fine la spuntiamo noi: 2-1! Vincono ancora Cattani e Pasquini mentre Masini inchioda il suo temuto (anche per la stazza!) avversario al pareggio. Grinta e strategia ci premiano e arriva la prima vittoria in Serie C.

Il successivo match con Biella è forse il peggiore da noi disputato in tutto il weekend. Andiamo sotto su tutti campi quasi subito e non riusciamo ad esprimere il nostro gioco brillante e fantasioso. Sui quattro panni viene schierata una formazione offensiva, con tre giocatori di grande creatività e con il solo Ferri impegnato nella missione impossibile di fermare il biellese Jon Scotta, altro calciotavolista di categoria decisamente superiore. Non c’è niente da fare, siamo bloccati e neppure le sostituzioni ci aiutano. Il Kobra pareggia ma sugli altri tre campi sono tre sconfitte: 0-3.

Il calendario non ci da tregua e lo sapevamo, in manifestazioni come questa non c’è il tempo per respirare. Si torna in campo contro Torino 2009, formazione già affrontata in passato in Serie D ma decisamente rafforzatasi con l’innesto di giocatori extra regione e di giovani tornati alle competizioni di un certo livello. Match durissimo. Non abbiamo ancora smaltito le scorie della partita precedente e la mente non è sgombra a dovere. Ci battiamo con grinta e coraggio ma lo 0-4 finale non da adito a interpretazioni di sorta. Tocca solo azzerare e ripartire.

Lo facciamo contro Picchio Ascoli, la filiale di quell’Ascoli che milita nella massima serie, e giochiamo meglio. Un grande Masini ci regala una vittoria tutta caparbietà ed equilibrio, Pasquini gioca benissimo ed è fermato solo dalla sfortuna, da una palla che per pochi maledetti millimetri non vuole saperne di entrare in porta, Cherici fa convergere alla grande la sua tecnica frizzante con un approccio tattico più riflessivo e tiene contro il forte Troiani, Ferri lotta con l’equilibrio di sempre. Perdiamo 1-3 ma stavolta è stato un altro Fiorenza; grinta, cuore e qualità – chi era fuori li ha visti e apprezzati e sono mancate solo un pizzico di fortuna e di capacità di leggere la partita nei momenti chiave.

Il primo giorno finisce. Dopo più di dieci ore di Palaspeca siamo stanchi ma la voglia di sorridere e scherzare non passa. E’ il momento di rifocillarsi e celebrare il nostro essere qui. Lo facciamo alla grande e chiudiamo gli occhi per prepararci al domani.

La domenica ci vede iniziare contro il Black Rose Roma, un grande club caduto forse un po’ in disgrazia dopo aver perso alcuni dei suoi migliori giocatori. Guai però a sottovalutarli: il quartetto romano è formato da ottimi calciotavolisti, gente di esperienza e spessore agonistico che di sicuro non mollerà di un millimetro. La partita è bella e vibrante, siamo nel match e giochiamo bene. Il risultato oscilla: andiamo sotto, poi recuperiamo. Gran parte del tempo scorre sul risultato di parità e a noi va bene così: anche un punticino potrebbe alla fine risultare decisivo. Verso il finale del tempo, però, la buona stella adombra la sua luce e in un pugno di secondi passiamo dal 2-2 all’1-3. Cherici gioca alla grande, come contro Ascoli, e porta in fondo la sua vittoria, Masini cede a Strazza solo nel finale dopo aver disputato l’ennesimo ottimo match, Pasquini non riesce a rimanere in partita dopo essere anche passato in vantaggio e il Kobra, dopo aver riacciuffato la partita, subisce un gol quasi allo scadere. Usciamo sconfitti ma davvero a testa altissima.

Tocca a Foggia. Ci appare subito chiaro come questa partita può essere il punto di svolta del nostro girone di andata. Gli esperti giocatori pugliesi sono di pochi punti davanti a noi in classifica. Noi terzultimi, loro un gradino sopra. La posta in palio è altissima, punti preziosi da accumulare per tentare di mantenere la categoria. Nonostante la tensione il match comincia tranquillo. Il quartetto scelto per questa sfida è Becucci, Masini, Pasquini e Cattani, l’idea è quella di schierare un mix di creatività offensiva e di esperienza, di capacità di lettura del match nei suoi momenti topici. Cherici e Ferri sono di rincorsa. Iniziamo bene e andiamo sopra con Masini e, grazie alla grande grinta di Becucci, che ribalta l’iniziale svantaggio, siamo 2-0 per noi. Cattani e Pasquini mantengono la loro partita sul pari. Il tempo scorre e la paciosa tranquillità che aveva caratterizzato l’inizio del match svanisce in un attimo. Sul campo di Masini subentra un avversario estremamente ostico e la tensione sale, nelle zone di gioco limitrofe alla nostra le urla provenienti dai singoli campi creano un clima da bolgia dantesca e chi coordina le nostre partite non riesce nemmeno a farsi sentire dai propri giocatori. Il Kobra va sotto e il risultato sul campo di Masini oscilla paurosamente. Siamo ancora sopra, grazie anche a Becucci che controlla il suo match con tenacia e intelligenza tattica. A pochi minuti dalla fine il gol che abbatte il nostro entusiasmo: Pasquini subisce una rete da Ferrante, al termine di un match duro e contestato. Nonostante una coda di qualche minuto durante la quale tutti noi triboliamo intorno al campo di Mirco non c’è niente da fare: 2-2. Un pari che ci amareggia per come è maturato ma che ci insegna che questo tipo di partite sono davvero come ci sono state raccontate decine di volte: poca forma e tanta, tanta sostanza, con buona pace degli esteti del calciotavolo. Andiamo a cinque punti, la classifica comunque si muove.

L’ultimo match è contro la capolista, SPQR MMIX Fiumicino. Li abbiamo già incontrati in Serie D due stagioni fa, quando vinsero il girone a mani basse. Sono più o meno gli stessi giocatori e quando li incontrammo perdemmo davvero di misura su tutti e quattro i campi. I risultati però dicono che sono cresciuti, sia individualmente che a livello di squadra. Sarà durissima. Giochiamo molto bene e il primo tempo finisce in parità. Masini e Pasquini tengono botta, in svantaggio invece Cherici e Ferri anche se solo di misura. Il secondo tempo ci insegna ancora quali siano le caratteristiche per far bene in questo tipo di manifestazioni: i nostri avversari, pur non giocando un calciotavolo tecnicamente superiore al nostro, dimostrano di avere una tenuta maggiore, di riuscire a mettere a frutto le loro capacità senza colpi particolarmente sconvolgenti. Finisce 0-4, ma per un tempo e mezzo abbiamo giocato alla pari con loro.

Tutto è finito. Il palazzetto si svuota a una velocità surreale, quasi che i due giorni passati chini sul panno verde fossero frutto di un’allucinazione collettiva. Una bella foto di rito fissa ancor più indelebilmente i ricordi, ci concediamo due chiacchere e gli ultimi saluti fuori dal palazzetto, per poi ripartire verso casa.

Coordinare la nostra squadra in questa due giorni è stato per me un grande onore, e scrivo questo filtrando con certosina cura il mio pensiero per depurarlo da retorica ed enfasi di cui spesso la cronaca sportiva è vittima. Siamo innanzitutto amici e il sorriso con cui affrontiamo ogni partita è stupefacente: se leggiamo tutto ciò con leggerezza lo interpretiamo come un bel modo di celebrare il tempo che passiamo assieme a fare qualcosa che ci piace e che ci unisce, mentre se gli vogliamo conferire un significato più profondo credo che si tratti davvero di un gran bell’esempio di cultura sportiva. La nostra squadra si è battuta alla grande, con grinta, tenacia, lealtà e buona tecnica calciotavolistica. Non sono mancati i momenti difficili e le tensioni: la partita con Biella, le sconfitte immeritate, gli episodi dubbi e i torti che crediamo di aver subito. Ciò che conta di più è che c’eravamo, con l’indice ma anche con l’anima. Abbiamo giocato al massimo delle nostre possibilità e dato filo da torcere a tutti, ma sempre con la soave eleganza e la capacità di divertirsi che caratterizzano il nostro gruppo. Ringrazio quindi Tiberio, Emanuele, Matteo, Riccardo, Mirko e Mirco per la fiducia che mi hanno dimostrato e spero di essere stato all’altezza del compito che mi è stato assegnato. Impossibile non ringraziare il Capitano Marco Bonciani per i preziosissimi consigli e la capace regia dietro le quinte. Grazie anche a tutti i ragazzi della prima squadra (che peraltro hanno disputato un ottimo girone d’andata, quinto posto in classifica ma a sole due lunghezze dalla terza piazza) per il continuo incitamento.

Ad aprile ci sarà da soffrire. Il nostro girone di ritorno sarà lungo e difficile. Per adesso siamo terzultimi, ci toccherebbe il play-out ma con a disposizione due risultati su tre. Sarà nostra priorità difendere questa posizione, cercando magari di rosicchiare qualche punto a Foggia, anche se cinque lunghezze non sono poche. Di certo ci batteremo con quelli che sono i nostri punti di forza: grinta e sorriso!
A la prochaine e alé Fiorenza!

Alessio Riccio

Il girone di andata Serie C Girone A nei dettagli

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Firenze & Fiorenza a testa alta

In attesa di articolo dettagliato …. work in progress
Firenze grafica risultati serie c andata.jpg

Fiorenza grafica risultati serie c andata

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Da Carpi con qualche rammarico

ASD-Firenze-AvatarCarpi, 3 novembre 2018 – C’è un pò di rammarico dopo l’Open Fisct di Carpi, lasciando in terra emiliana una ghiotta occasione per arrivare in fondo. Due squadre in maglia viola a colorare la location gestita dagli amici modenesi capitanati dall’inossidabile Ricky Porro.
Il quartetto della prima squadra composto dal Capitano Bonciani, Davide Visani, Matteo Cherici e Luca Pini mentre Firenze B schiera Stefano Barducci, Riccardo Ferri, Tiberio Becucci e Giammarco Riccioni.
Dopo Livorno anche qui un errore nel tabellone ci costringe a vita dura già dal girone. Strapazziamo Carpi con un secco 4-0 , perdiamo di misura con i fortissimi leoni bresciani e ci giochiamo l’accesso ai quarti di finale contro Trento, formazione protagonista nel mercato estivo e che si è rinforzata con l’arrivo dei “versiliesi” Giannarelli, Torboli e Casanova. Bella prova però dei gigliati che forti di due risultati su tre pareggiano 2-2 eliminando i trentini.
Firenze B esce con le ossa se non rotte, quantomeno incrinate nel girone. Perdiamo 4-0 con Ferrara (anche se con 3 partite di misura), 3-1 contro Cremona con il solo Becucci ad avere la meglio sul proprio campo e 3-0 contro i Warriors Torino partita nella quale spicca il pareggio (3-3) di Ferri contro il fortissimo Finardi.
Quarti di finale che ci vedono in campo contro Biella. Anche loro squadra molto cambiata in estate ma forte dei giocatori storici come Bodin, Jon Scotta e Cavanna e con la new entry Presti che si rivelerà davvero buon giocatore. L’accoppiata Bonciani/Pini porta a casa il punto ma le sconfitte per 3-0 sugli altri campi ci condannano a salutare il torneo per differenza reti.
Peccato davvero perchè davanti poteva profilarsi la strada verso la finale visto anche la presenza di Milano in formazione molto rimaneggiata.
Firenze B nei quarti del consolazione segna purtroppo un’altra sconfitta (0-3) contro Torino 2009, anche stavolta con 3 campi perdenti di misura.
L’avvicinamento alla Serie C del 17 e 18 novembre è sempre più incombente ma le polveri sono ben asciutte e pronte per esplodere come si deve.
Forza Firenze, sempre!

L’Open di Carpi nei dettagli

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