Voglio ridere, solo ridere!

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Anagni, 5 ottobre 2025 – Ci ho messo quasi un quarto di secolo per capire cosa non mi sta piacendo. Anzi, per capire le tante cose che non mi piacciono.
A mio parere il calcio da tavolo vive in una bolla tutta sua, fatta di percezioni molto spesso sbagliate e fascinazioni che sono vive solo nella nostra testa. Abbiamo idealizzato un mondo che è molto lontano da quello che vorremmo fosse. L’errore è parlare di questo mondo omologandolo con la parola sport.
Errore madornale. “Lo sport agonistico è un’attività sportiva praticata in modo continuativo e organizzato che prevede la partecipazione regolare a gare e incontri, con l’obiettivo di raggiungere prestazioni e risultati specifici in competizioni competitive”. Quindi, non siamo noi.
Però ci è sempre piaciuto pensarlo e continuiamo a pensarlo tale.
Da qui quello che non mi piace più. Uso a ragion veduta l’avverbio di tempo “più” perché mi ci sono immerso per tanti anni anche io. Adesso mi provoca nausea.
Non sopporto più le frasi ad effetto che si usavano quando, da giovani virgulti, ci immergevamo negli spogliatoi a suon di discorsi motivazionali in stile “Ogni maledetta domenica”.
“La squadra combatte per un centimetro. Ci si massacra di fatica e si lotta con le unghie e con i denti per questa minima unità di misura. La somma di questi centimetri determina la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Chi è disposto a morire guadagnerà questo centimetro. L’esistenza gratificante deriva dalla volontà di battersi e morire per quel centimetro. La vita della squadra è racchiusa in questo concetto!”
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Mavvaffanculo!
Siamo una banda di persone adulte (non tutti nonostante l’anagrafe) che fa scivolare su un tappeto da biliardo pezzetti di plastica dietro una pallina di plastica. Tra questa eterogenea massa ci sono obesi, grandi obesi, infartuati, che trovano la forza di sfogare le proprie emozioni in un urlo liberatorio dopo che il pezzetto di plastica di forma sferica entra in porta. Tranne l’infarto ho vissuto anche io le varie fasi.
“Uscirete a testa alta perché voi siete Firenze, avete una maglia addosso che rappresenta la cultura, la bellezza, la storia!”.
Mavvaffanculo!
Due sono di Sesto Fiorentino, due di San Casciano, uno di Grosseto, uno di Calenzano e uno Bergamo.
L’unico che abita a Firenze è nato a Viareggio!!!
Ma cosa vuoi rappresentare?
Non ci alleniamo una cippa, mia zia a burraco fa 78 tornei all’anno più di noi.
Però facciamo gli huddle motivazionali. Dai su. Mi danno la nausea.
Come se avessimo bisogno di sapere da qualcuno cosa dovremmo fare. Mettiamo in erezione il dito indice dietro alle basi da una vita, abbiamo giocato nei peggiori posti di questo mondo macinando più chilometri per il Subbuteo che per le vacanze e crediamo ancora che mettere i 4 pugnetti uno sopra l’altro prima di una partita ci apra le acque del Mar Rosso? Se io gioco contro Curato e sullo 0 a 0 a un minuto dalla fine ho il tiro centrale senza difesa davanti e faccio doppia senza nemmeno tirare e sulla ripartenza prendo il gol che ci fa perdere pensate davvero che mi occorra qualcuno che mi venga a dire cosa ho sbagliato???
Pensate davvero che abbia bisogno di consolazione?
No, no Dio bono, non ho bisogno di questo!
Ho bisogno di qualcuno che mi faccia ridere e che mi riporti con i piedi per terra e mi faccia vedere quello che stiamo facendo: giocando cazzo, stiamo giocando e io vorrei ridere perché ho la fortuna di farlo.
Riuscissimo a prendere tutto in maniera più leggera, per quello che tutto questo è, forse vinceremmo i campionati.
Ma senti da che pulpito: parla quello che il giovedì sera scrisse un pippone su come preparare la borsa prima di un campionato, dicendo di controllare per bene le basi una ad una e di non scordarsi niente. Per poi presentarsi ad Anagni (??!!!) senza le ginocchiere grazie alle quali le due ginocchia strabordanti di artrosi stanno in piedi.
Questo io sono dopo aver giocato per un quarto di secolo a questo giochino. E questo sarò da ora in poi.
È solo il mio pensiero ma per me è abbastanza.

Ma veniamo alla lunga e complessa analisi dal Campionato.
1 vinta, 1 pareggiata, 9 perse.

Da qui si riparte.
Forza Firenze!

Siamo in Serie A

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Colleferro, 13 aprile 2025 – Sarà un racconto lungo.
Sarà un racconto nel quale cercherò, per quanto possibile, di non parlare dei singoli. Chi ha preso il gol, chi lo ha fatto, chi ha sbagliato approccio o ha morso la giugulare dell’avversario non interessa a nessuno.
Proverò a raccontare quello che ho visto e vissuto da una prospettiva diversa.

Mai avevo giocato un Campionato Italiano senza le miniature tra le dita. Non aprire quella valigetta, non ripetere i soliti gesti che mi accompagnano da 25 anni è stata una sofferenza. Non c’è altra parola. Una sofferenza enorme.
L’ho fatto con una pesantezza addosso che solo chi è passato da questi sentieri conosce. È una pesantezza vigliacca, maledetta. Ti toglie senza chiedere, non concede il benefico del dubbio, della domanda. Impone.
Ho avuto intorno a me cinque persone incredibili. Ognuno consapevole del suo ruolo. Sei, perché la persona che è rimasta a casa era li. Importante, la più importante. Cinque giocatori, cinque amici, fratelli che non hanno sbagliato niente. Neanche quando hanno sbagliato lo hanno fatto. Se non sbagli mai sei finto, sei plastica e carbonio. Invece questi hanno sangue, sudore, lacrime, tremori e sorrisi. E quando sei fatto di questa roba non sbagli mai.
È stato uno dei momenti nel quale mi sono sentito fortunato. Fortunato perché è stato un onore essere il quinto uomo in mezzo ai tavoli. Solo chi ha anni di esperienza alle spalle conosce l’importanza di questo ruolo; spesso banalizzato al mero cronometro umano o visto come colui che legge il tabellone dei risultati. Io l’ho sempre visto come il compagno di squadra che ti asciuga il sudore dagli occhi nel momento del tiro, quello che ti fa entrare aria nei polmoni dopo trentacinque secondi di apnea per un tiro subito. Negli anni è capitato di non averlo il quinto uomo ed era tutto più difficile. Bastava “orgoglio Betico” detto dal Catta per rientrare in partita, o il “dai Luke cazzo!” quando al Boncia non gli piaceva la giocata. Io non so se sono stato all’altezza ma so che mi avete fatto sentire importante e ve ne sarò eternamente grato. “Mi raccomando stammi vicino” è la medaglia che porterò al collo.
 Non vi nascondo che sono state tante le volte che avrei avuto la voglia di aprire la valigetta e scendere in campo. Non giocare quel maledetto play off è stato come togliersi le vene. Ma “accompagnarvi” fino a lì è stato uno dei punti più alti del mio percorso subbuteistico.
Sono tornato a casa distrutto fisicamente. Ma ero partito da casa distrutto psicologicamente.
E questa è già una grande vittoria.

Venendo al campionato, che devo dire di una squadra che vince 17 partite su 22 e non sale di categoria?! Mi rimane solo da confermare quello che dico da anni. Fintanto non ci togliamo il viola di dosso andrà sempre così. Oramai è una certezza. Mia. (faccina che sorride).
Per quanto mi riguarda non solo abbiamo vinto il play off ma siamo stati promossi in Serie A. Perché quello che ho raccontato va ben oltre una sconfitta a due minuti dalla fine di un sudden death. Questa non è una sconfitta, perché siamo stati un tutt’uno dall’inizio alla fine. Avevamo già giocato un play off, perdendolo. Ma quella sì che fu una sconfitta. Dettata da un personalismo che niente ha a che vedere con questo sport.
Non voglio dimenticare gli amici, i compagni di squadra che da casa fanno sentire sempre la loro vicinanza. Vi assicuro che quando alla fine di una partita ci mettiamo a sedere su quei gradoni, leggervi è la prima cosa che facciamo; serve per respirare. Quella marea di cuori viola serve a rimettere in moto l’energia che dovrà sostenerci nella prossima partita. Grazie.

È dal post Covid che dico che voglio smettere. Quest’anno ci sono andato vicinissimo per un sacco di motivi. Alla fine, mi ritrovo davanti a questo monitor con le dita che scorrono su una piccola tastiera  cercando di spiegarvi quello che ho dentro.
E vincete sempre voi.
Maledetti.
Il prossimo anno scriviamo di quell’abbraccio immenso alla fine dell’ennesima splendida cavalcata.
Forza Firenze, SEMPRE!

 

Si vola alti …

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 Colleferro, 5 ottobre 2024 – Si avvicinano le mie nozze di argento. Tagliare il nastro di venticinque campionati italiani sarà un bel traguardo e significa anche aver visto tanta acqua passare sotto i ponti. Molta acqua sporca ma anche torrenti limpidi, freschi che da sempre ti restituiscono l’energia per dirti “dai, sù, proviamoci ancora una volta!”. Torrenti che hanno nomi, facce, occhi. Il Boncia, Visa, Bardu, Ale, Fabio, Tibe, Cecca, Riccio, Catta, Biagio, Leti, Gab, Gabriele, Lobo, Cece, Mirco, Bomber, Fara, Marco, Goro.
Acqua limpida. Amici.
Ho giocato una vita a calcio a buoni livelli, conosco benissimo le dinamiche di spogliatoio e il significato di parole come “condivisione”, “sacrificio”, “altruismo”. Quando tutto questo lo ritrovo nel calcio in miniatura è pura gioia. Quest’anno mi sono presentato ai Campionati Italiani in condizioni inguardabili, senza allenamento e con la testa non certo settata su “On”. Ma ho avuto intorno a me una cortina di ferro, una falange romana, opliti con gli scudi in mano a coprire e difendere.  A protezione di chi , in quel momento, non poteva offendere. Il sabato non avrei buttato dentro quella maledetta pallina neanchè con le mani, niente andava come doveva. Eppure mi sembrava di esserci. Ma niente; come arrivavano mi bucavano. Ho sudato come non mai per strappare quei pareggi a reti inviolate, consapevole che se non avevo i mezzi per offendere dovevo provare a difendere. In tutto questo, quando alzavo gli occhi, il tabellone mi diceva che i miei compagni facevano il resto. Anche per me.
Quando arriverà il giorno nel quale le miniature diventeranno un prezioso ricordo questa sarà la sensazione che rimarrà stretta e probabilmente commuoverà. Non ricorderò le vittorie individuali, le tante coppe, medaglie e trofei che sporadicamente fanno sfoggio di sè su qualche mensola. Resterà indelebile il ricordo di quando, incapace di influire, i miei compagni di squadra andavano a vincere sorreggendo la mia delusione. Risuoneranno in testa quelle urla, “sono sopra”, “ho segnato”, “l’ho chiusa”. Saranno incancellabili quegli abbracci che mi arrivavano nel momento in cui stavo mestamente rimettendo le miniature nella valigetta dopo l’ennesima partita nella quale non avevo portato punti. Abbracci che trasformano una sconfitta personale in una magnifica vittoria, che ti fanno sentire il più forte del mondo perchè sì, se hai questi compagni di squadra significa che sei il più forte del mondo. Perchè le vinci tutte, a prescindere!
Come sempre m’importa una sega di scrivere dei risultati, quelli ve li guardate. Comunque siamo a due punti dalla prima e siccome siamo Firenze, fiorentini anche i bergamaschi, al ritorno, dentro le nostre vene rimarrà solo aria perchè anche quelli a casa daranno tutto per sostenere questo cazzo di maglia che da quasi venticinque anni porto sulle spalle.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!
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Fiorentino: per la 6^ volta, Bonciani!

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Firenze, 20 maggio 2024 – Marco Bonciani scrive per la sesta volta il suo nome nell’albo d’oro del Campionato Fiorentino demolendo uno spento Barducci nella finalissima. Quarti di finale che lo vedono superare di misura un ottimo Casati (che vincerà il titolo cadetti) mentre nell’altro quarto un aggressivo Becucci la spunta su Visani per 2 a 1. Semifinale al cardiopalma tra Bonciani e Pini con quest’ultimo che si porta subito sopra di 2 reti ma Bonciani prima accorcia ad inizio secondo tempo per poi trovare il pari sul finale e graffiare definitivamente ai piazzati. Nell’altra semifinale Barducci supera di misura 2 a 1 Becucci per poi adagiarsi inspiegabilmente in finale. Finale cadetti al fulmicotone con ben 9 reti segnate e che ha visto alzare la coppa la cielo dall’ottimo Casati.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!
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4° posto in Serie C e in Serie D

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Colleferro, 13 aprile 2024 – Campionato duro, difficile, come quasi tutti quelli che abbiamo affrontato negli anni. Comunque la rigiri, qualsiasi sia il girone in cui capiti, c’è sempre qualche squadra che in quell’anno si attrezza per la promozione diretta. Quest’anno ne abbiamo affrontate addirittura tre di corazzate nel nostro girone e nonostante questo siamo arrivati dietro di loro, perdendo le stesse partite della prima in classifica. Ma tutto questo non deve passare come una giustificazione. Dovevamo e potevamo fare meglio. Negli scontri diretti abbiamo avuto più di un occasione per chiudere diversamente e non siamo riusciti a farlo. Qualche sbavatura anche con le “piccole” (eufemismo!) ma nell’arco delle 22 partite ci sta. Siamo sempre lì, ad un passo. Quel passo che troppo spesso ci ha tradito. Impareremo a fare anche questo, come abbiamo sempre fatto. Lo faremo con le nostre forze, da soli, senza fenomeni che con questa maglia, con questi colori non c’entrano una sega nulla!
Aspettiamo con la consueta curiosità di sapere chi sarà il prossimo “Real Madrid” a giocare nel nostro girone e questa volta proveremo a mettergli il classico bastone fra le ruote, proveremo ad essere il Verona di Bagnoli o, se preferite, il Leicester di Ranieri!
Buon campionato anche per il Fiorenza che chiude al quarto posto una serie D che avrebbe potuto giocare da protagonista ma le due sconfitte con Pescare e Lazio e soprattutto il pareggio con Ves Gentes hanno precluso l’acceso all’ambito play off promozione.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!

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Una brutta Coppa Italia

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Colleferro, 18 febbraio 2024 – Brutta Coppa Italia per il Club Subbuteo Firenze sia nella giornata degli individuali che, soprattutto, nella competizione a squadre. Stellato dopo aver chiuso a punteggio pieno il girone della categoria veteran si ferma al barrage contro un avversario abbondantemente alla sua portata mentre Barducci, anch’esso vincitore del girone ma con una scivolata non degna del suo tasso tecnico, batte la bagherina Buttitta nel barrage per poi uscire con le ossa rotte negli ottavi dal forte Luca Riccio.
La domenica è la volta della competizione a squadre. La giornata inizia subito male con l’unica defezione su 42 squadre proprio nel nostro girone. Facciamo il nostro compito contro L’Aquila chiudendo con un perentorio 4-0 e poi ci giochiamo il primo posto contro una corazzata di livello come gli Eagles Napoli. Il campo di Visani deraglia mentre sugli altri 3 facciamo faticare non poco i partenopei che alla fine prevalgono ma la partita da buoni spunti di riflessione.
E poi sciupiamo tutto.
Barrage contro gli amici di Bagheria. Un campo molto difficile ma sugli altri tre non siamo battutti in partenza anzi! Pini va subito sotto contro uno Stefano Buono che nei primi 8 minuti la insacca 3 volte senza neanche dare il tempo al viola di capire dove sia palla. La rincorsa nel secondo tempo purtroppo sarà vana. Anche Visani va sotto e Stellato idem contro Dragonetti e purtroppo saranno i campi decisivi rendendo vana la vittoria di Bonciani contro la Buttitta.
Una brutta Coppa Italia perchè qui siamo tutti convinti che Firenze valga di più di un barrage perso contro Bagheria.
FORZA FIRENZE, SEMPRE!

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Il Guerino d’Oro è nostro!

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Roma, 11 gennaio 2024 – Grandissima soddisfazione in casa Club Subbuteo Firenze per aver centrato uno dei riconoscimenti più ambiti del panorama calciotavolistico italiano, il Guerino d’Oro 2023. Dopo aver disputato 6 tappe del circuito nazionale, patrocinato dal Guerin Sportivo, il Club Subbuteo Firenze ha messo tutti alle spalle comprese corazzate che militano in Serie A inanellando due finali e quattro semifinali che hanno permesso ai viola di alzare al cielo l’ambito trofeo. I cinque alfieri Marco Bonciani, Luca Pini, Fabio Stellato, Davide Visani e Stefano Barducci hanno dimostrato una solidità che niente ha lasciato alle speranze avversarie per tutta la stagione. La ciliegina sulla torta è stata sicuramente l’ultima tappa disputata nella sede del Club Stradivari Cremona con i gigliati che, nonostante privi del capitano Bonciani, si sono arresi solo in finale contro una formazione storica del calcio tavolo nazionale quella Stella Artois Milano che ha vinto tutto a livello europeo nei tanti anni di militanza sui tavoli verdi.

A Roma, nella storica sede del Guerin Sportivo, e alla presenza del vice direttore i gigliati sono stati premiati con il prestigioso Guerino d’Oro a coronamento di una stagione davvero esaltante. Con il vento in poppa e con l’entusiasmo per questa vittoria il CS Firenze proverà nel mese di febbraio a far sua la Coppa Toscana per poi affrontare il difficile impegno nazionale della Coppa Italia che quest’anno si disputerà nella Centro Federale laziale a Colleferro.

Il Club Subbuteo Firenze con questa vittoria riporta il movimento calciotavolistico fiorentino alla ribalta nazionale dopo che negli anni ’90 grazie allo storico club del Granducato di Toscana aveva riempito l’albo d’oro viola con uno scudetto nel 1989 e ben 7 Coppe regionali salite a 10 negli ultimi anni.

FORZA FIRENZE, SEMPRE!

3^ tappa Guerin Subbuteo: è finale!

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Cremona, 25 novembre 2023 – Molte volte, quando scrivo, cerco una storia con la quale far dialogare le mie parole. Forse per una egocentrica speranza di portare il lettore ad immedesimarsi maggiormente con quanto sto scrivendo. Prima di mettermi davanti alla tastiera la storia che mi era balenata in testa era la trita e ritrita Davide contro Golia. Lo so, non è stata una genialata di fantasia. Ma tant’è, quella mi era passata per la mente. Poi un dubbio si è insinuato e man mano che passavano i secondi prendeva sempre più forza. Ok Davide contro Golia ma … stavolta chi è Davide e chi Golia? E la risposta me la sono data guardando il pdf con i risultati della 3^ tappa del Guerin Subbuteo a Cremona. Per anni ho scritto di come la cenerentola Firenze avesse fatto bene nei vari tornei, facendo spesso tremare le gambe a grandi corazzate del calcio tavolo italico. Da oggi la storiella biblica del nano Davide che taglia la testa al filisteo Golia la mettiamo nel cassetto una volta per tutte perché Firenze non sarà un gigante ma se arriviamo in finale in un torneo come questo sono gli altri a doverci tagliare la testa … se ci riescono! E poi, a Firenze, un Davide c’è di già!!!
Giornata fredda, partiamo ancora con la penombra ma la SicurteKar è una garanzia e carichi a molla iniziamo la salita verso il passo appenninico. Finalmente ho il piacere, direi l’onore, di condividere il viaggio, la giornata, le emozioni di un torneo insieme a Fabio che al momento del nostro arrivo al punto di ritrovo è sveglio già da 37 ore…un eroe! Messe alle spalle le desolate lande padaniche arriviamo in quel di Cremona, città nella quale anche i tombini delle fogne hanno la dicitura Stradivari … boh!
La sala è bella, buona illuminazione, spazio più che sufficiente, ristori, servizi igienici tutto ok. Unica pecca? I campi. E sticazzi? Solamente i campi imbarcati? Ooooookei. Esentiamo dalle colpe i ragazzi di Cremona che erano i più incazzati di tutti dal momento che si sono visti rifilare uno stock di assi completamente imbarcate dalla nascita. Ci raccontano che stanno discutendo per vedere di riprendere i soldi spesi e rifare da capo l’intero parco campi. Ma tant’è, il torneo ce lo giochiamo in discesa. Meno male che i 4 campi centrali sono quelli vecchi, perfetti.
Ed è proprio contro Cremona che il nostro torneo ha inizio. E subito capisco che diavolo di squadra stiamo creando. Perché io non ci metto mano, mi innervosisco subito su un paio di chiamate arbitrali da manicomio, perdo ma alzo lo sguardo e vedo 3 mostri che portano la nave sana e salva ai primi 3 punti della giornata.
Sensazione strana quella di non vedere il Cap nel mezzo a chiamare l’huddle, altrettanto strana vedere Fabio con la maglia viola dopo che per anni e anni lo abbiamo visto vestire colori e categorie diverse. Però sembra che sia con noi da sempre, la premura con la quale dispensa consigli tattici è per tutti noi una novità e diventiamo spugne nell’immediato per trasformarli sul campo.
La seconda partita è difficile. Modena, che stavolta ha nelle fila il rientrante Porro jr, è avversario da sempre ostico. E infatti Michelangelo fa il suo dovere ma sugli altri 3 campi gli alfieri viola s’impongono e voliamo ancora a punteggio pieno.
E arriviamo all’ultima del girone contro Stella Artois. Non occorre spendere neanche una parola sulla forza dei milanesi. Ma facciamo un capolavoro. Tutto pari; 2 a 2 sul campo, pari anche la differenza reti e li costringiamo a contare sulle dita il numero di gol fatti e subiti da entrambe per vedere chi stacca il biglietto da prima del girone. Il biglietto vincente sarà loro ma lo sguardo dei miei compagni la dice lunga su cosa abbiamo fatto.
Da secondi nel girone ci dobbiamo giocare il barrage. Non va meglio ai compagni di viaggio milanesi che nonostante il primo posto nel girone, vista la formula del torneo, si ritrovano anche loro al barrage contro Rieti. A noi la sorte dà in pasto i Signori del sombrero, quelli che dal possibile connubio hanno poi comprato mezza Italia. Ma non basta! Barducciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii …. e a casa.
E voliamo in semifinale, risultato già raggiunto nella seconda tappa del Guerin Subbuteo in quel di Ferrara. Evidentemente ci piace a palla sto torneo.
I Pinco Devils di Daniele della Monaca e Luca Pezzuolo provano a fermarci ma niente da fare. Partita preparata come sempre alla perfezione con il Bardu che ferma il loro numero uno sullo 0 a 0 e gli altri 3 che salutano la curva e la finale è nostra.
Comunque vada sarà una libidine, perché giocarsi una finale di un torneo nazionale come il Guerin Subbuteo contro Milano non è roba da tutti i giorni. E siccome Davide può andare tranquillamente a popolare la fantasia di altre squadre e di Golia non sappiamo cosa farcene scendiamo in campo con dei controcazzi che al loro cospetto Rocco Siffredi è una pippa in pensione!
Fermiamo Corradi e Rocchi e cediamo di misura, 1 a 2, sugli altri due campi. Ma che partita ragazzi!!! I complimenti degli amici amaranto ci riempiono di orgoglio e quel podio con le medaglie al collo ci rende ancora più belli.
Ed ora, aspettando una lieta novella, ci fermiamo per un po’ ma occhio perché Davide è diventato grande!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!

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Imbattuti!

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7 ottobre 2023 – San Benedetto del Tronto – Avevo un leggero timore pensando a questi Campionati Italiani. Avevo un leggero timore perché un anno di assenza in questo microcosmo è un’eternità. Perché da tempo cercavo la scintilla che potesse ravvivare quell’entusiasmo che ha sempre contraddistinto il mio essere giocatore di calcio da tavolo. Perché l’ultimo mese è stato un mese durissimo, faticoso a livello mentale e fisico. Avevo un leggero timore perché mi immergevo di nuovo in un gruppo che aveva fatto un percorso di crescita che mi ero perso. Perché per la prima volta mi sarei confrontato con un mostro sacro del CdT, quel Fabio che per anni abbiamo apprezzato vedendolo giocare in categorie che noi sognavamo. E adesso vestiva la mia stessa maglia. Avevo un leggero timore, ma nel momento in cui il numero 23 del mio Rosario Central ha toccato quella pallina bianca è svanito nel nulla e tutto è stato come sempre.
Ho riconosciuto sentori, sensazioni, sguardi, urla che ben conoscevo e che dovevo mettere alla prova. Mi sarebbero ancora piaciute? Mi avrebbero ancora incuriosito al punto di volerle ancora sentire, guardare?
Prendo gol da quella splendida persona che è diventato Gentile Ernesto, qualcosa si incrina. Poi arriva il gol di Marco, il mio pareggio e il gol del Visa. Alla fine del primo tempo siamo sopra 2-0. Mi prendo trenta secondi per guardarli negli occhi e capisco che la risposta a quelle perplessità è “sì”.


Qui permettetemi un excursus del tutto personale.
Caro Franco, che quel gol era per te lo sapevi … quello che non potevo sapere io era l’emozione che ho provato nell’alzare quel dito al cielo.

Ad un grandissimo appassionato di questo sport che non c’è più ma che, ne sono sicuro, avrà già montato un Astropitch lì dove è adesso.

La prima partita con Cosenza finisce in parità, 2 a 2 così come contro Cagliari, Sessana e Eagles Napoli. Volendo fare gli occhi alle pulci faccio notare che strappiamo punti alle prime tre in classifica e come diceva Boskov “Se io in pomeriggio smuovo classifica, moglie la sera a casa fa mangiare buono”!  

La prima vittoria arriva contro coloro che mi hanno accolto e trattato come un fratello e ai quali mi legherà sempre un profondo sentimento di amicizia che prescinde dal fatto che sia condiviso o meno. Portiamo a casa i 3 punti contro un Sassari che alla fine della giornata pagherà uno scotto troppo severo per la loro reale forza tecnica.

La seconda vittoria è un capolavoro di tenuta mentale e gestione tattica nei quattro campi. Vomero, storicamente, per noi è sempre stata una partita ostica ma anche stavolta la facciamo nostra nonostante un campo sotto e gli altri 3 sempre in bilico. Alla fine, sono quelle vittorie che ti fanno capire che qualcosa di buono c’è, che abbiamo e stiamo costruendo e che, quando ci dividiamo per metterci sui campi, in realtà siamo un unico indivisibile.

Il pareggio contro un’altra delle favorite all’ultima partita del sabato ci conferma il tutto. 2 a 2 contro i Pirates di Ferrucci con i campi di Davide e Fabio che vanno sotto, Marco che porta il punto e io che entro nel secondo tempo per tenere l’ottimo 1 a 0 conquistato da Ale. Fabio si avvicina e mi dice di tenere il pallone 48 minuti sui 15 da giocare. Non tirare e prendere angoli. Non tiro, prendo angoli e tengo la palla 48 minuti. Mi sembra la vittoria più bella dal 2002.

La domenica ci aspettano le ultime quattro partite. Pareggiamo contro Torino 2009 del fenomeno Mussino. Ma non lo schierano, gioca Midoro contro il nostro bergamasco. Davide lo infila quasi subito e finalmente mi fa sentire quell’urlo che tanto mi era mancato. Siamo sotto 2 a 1 e Torino decide che quel campo sarà quello da ribaltare e mettono il loro numero 1. Ma i numeri uno al Visa gli fanno una bella sega. Para anche i moscerini che gli svolazzano nel raggio di cinque metri, attacca, Mussino sbuffa, suda e alla fine perde.

Pareggiamo anche la seconda contro i Black Rose, partita caratterizzata dalle difese che non concedono quasi niente con tre campi su quattro che si chiudono a reti inviolate. E qui il capolavoro di Fabio che, sotto 2 a 0 contro Di Pierro Sr.  la riprende e ci concede ancora l’imbattibilità. Meraviglia.

Alla fine, ci prendiamo il lusso di mettere non una ma ben due ciliegine su una torta molta buona battendo prima Modena (2 a 0) e poi i pisani di un claudicante Toni (3 a 0).

Chiudiamo il girone di andata dietro alle 3 pretendenti al titolo, imbattuti e con sole 9 sconfitte nelle 44 partite individuali (meglio di noi solo Fiamme Azzurre in serie A e Casale in serie B) ma soprattutto con la consapevolezza che si! siamo Firenze e si! siamo davvero forti.

FORZA FIRENZE, SEMPRE!