Road to Chianciano

Era il Natale del 1978 quando  mio nonno mi fece trovare sotto l’albero quella meravigliosa scatola verde.  Dal quel momento, questi piccoli omini di plastica hanno riempito gli spazi che la vita mi ha concesso. Lunghi periodi nei quali sono stati riposti nelle loro scatole non sono mancati, ma in realtà non ci siamo mai persi di vista.
Adesso fanno parte del quotidiano. Un quotidiano bello, sereno,  condiviso con altri amici  più o meno coetanei e uniti dalla stessa malattia.  Ognuno con le sue manie, con i suoi tic nervosi, basi e scatole che sembrano appartenere al dna di ognuno di noi. Tanti sentieri, ognuno diverso dall’altro, ma che conducono tutti allo stesso obiettivo. Ogni volta diverso ma accomunante. Una bandierina che di volta in volta viene spostata lungo l’italico stivale e alla quale si volgono, sempre, i nostri sguardi.

Stavolta a chiamarci è una cittadina posta tra la Val d’Orcia e la Valdichiana, quella Chianciano che tantissime sfide ha già registrato nella propria memoria. Mura che hanno visto abbracci, lacrime dolci di gioia o dal sapore acre della sconfitta. E tanti amici, quelli si, sempre.

E forse è proprio questo il potente motore che muove tutti noi. La consapevolezza che nella vittoria o nella sconfitta tanti occhi come i tuoi avranno visto e condiviso gli stessi attimi. E sarà impagabile, ogni volta diverso ma impagabile.

Darò tutto quello che ho e che mi verrà chiesto per i miei compagni di squadra, avrò parole e calore solo per loro in questi due giorni, ma l’augurio che questo fine settimana diventi indimenticabile lo estendo a tutti voi, a prescindere dalla maglia che indosserete in quel palazzetto.

Ci siamo ragazzi, divertiamoci!

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