Una spensierata giovinezza

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 11 gennaio 2018 –  In questi giorni stavo guardando i miei figli intenti a darsi battaglia a Fifa 2018 sulla XBox. Li ho guardati con attenzione. Una manualità straordinaria, tanto da far volare i giocatori in campo con una naturalezza che sembrava di assistere ad una reale sfida tra PSG e Ajax. Giocatori virtuali che si muovevano in campo come, e a volte meglio, che nella realtà. Quei pollici che smanettavano sulle levette del joypad davano vita alle giocate più spettacolari che si possa immaginare. Poi ho spostato lo sguardo su di loro, sui miei figli. Volti tesi, occhi concentrati sulle movenze dei loro campioni. Ma anche imprechi per un contrasto perso o per una decisione arbitrale dubbia e urla di gioia dopo l’incornata di testa che ha piegato le mani al portiere.
Finisce la partita, qualche tasto premuto ad una velocità inarrivabile per i miei 4 neuroni e come per magia altre due squadre scendono in campo. Altri smanettamenti iperveloci e vengono cambiate tattiche, schemi, giocatori, moduli, maglie, scarpe ……. echeccazzo! Full immersion virtuale per un altro quarto d’ora. Al di fuori di quello spazio immaginario, quella bolla di etere che ingloba macchina e esseri umani, non esiste niente. E’ un meccanismo perverso che ti rapisce la mente e ti proietta in una dimensione che non è reale, illusoria di una vita riservata a pochissimi. Ma almeno in questa provi a vincere e se non ce la fai puoi sempre smanettare sui pulsanti e imporre alla macchina di essere stupida …… e vincere!
Alla fine è successa un qualcosa che mi ha fatto riflettere sul mio, sul nostro passato e mi si è stampato un sorriso demente sul viso.
Alla fine hanno spento la console. Puff! E tutto quello che è stato sparisce…..non c’è più niente. Uno schermo nero nel quale per qualche secondo ti specchi e, inconsciamente, ti aiuta a capire che non sei più Messi o Neymar. Sei tu e la bolla virtuale che ti ha coccolato per qualche ora è sparita in un attimo. Probabilmente avrai da studiare, da fare qualche compito per il liceo e l’unica cosa che devi fare e posare sul tavolo il joypad e andare al tuo dovere.
E’ lì che mi è venuto il sorriso.
Come era bello quando, da ragazzini, dopo epiche partite dovevamo rimettere a posto. E lo facevi con la grazia e la delicatezza di chi ringrazia quelle miniature che gli hanno regalato un’altra giornata di sogno. Smontavi le porte e piegavi per bene il campo di cotone perchè la casa era troppo piccola per tenerlo montato. Ma era un rituale, sempre lo stesso, tutti i giorni. Era abitudine che giorno per giorno si  faceva strada nella tua memoria e ancora oggi ti permette di guradarla.
Oggi messaggiandoci con i Miei Amici ricordavamo scorci di giovinezza. Ognuno con i suoi ricordi, bellissimi a tratti commoventi, e tutti vivi. Ricordi che sono un arcobaleno di colori ancora vivaci, senza mezzitoni e sbiaditure segno che il tempo passa ma è lo stesso tempo che ti ha aiutato a viverli quei momenti. E’ bastato buttare un bachino per scatenare la tempesta.
Il Real Madrid del Tibe apre le danze in risposta a quale squadra fosse più “del potere” nel panorama spagnolo. Segue a ruota il Cecca che scopre le sue carte e che carte! AZ67 e Avellino sono state le sue prime squadre comprate nell’anno dell’Italia Mundial. Era il 1982 e io giravo per la Toscana con una vespina 50 bianca.
Non posso esimermi e mi dichiaro. Al Baby Market di Via Michele Mercati comprai la mia prima squadra. Scatola verde e bianca, Ref.6……..chi se non i mitici Hammers!
La scatola di Tiberio sotto l’albero del Natale’82 che non viene toccata per due giorni. Poi viene aperta e la memoria fugge su quella palla, enorme, colore del cuoio come il pallone che aveva. Quello vero. Anche la mia scatola, 6 anni prima era uguale con le porte che non potevi bloccare e ti toccava mettere il dito sulla traversa quando dovevi parare.
Il Boncia entra nella discussione e questo la dice lunga. Ci dividono tanti anni ma fortunatamente ce l’ha fatta a farsi contaminare da questo pazzo mondo. Le prime squadre del capitano sono state la DDR e l’Hellas Verona e, mi dispiace contraddirti amico mio, ma sono lontane anni luce dal concetto di tristezza. Due corazzate che ci riempiono di ricordi.
E poi c’è l’Ajax del Visa che mi piace immaginare sia quello mitico degli anni ’70 quando il calcio totale olandese la faceva da padrone nel mondo. Non hanno vinto un cazzo? e chissenefrega!
Ma a tutto questo mancava qualcosa. C’era un vuoto che non riuscivo a capire cosa fosse. Era come se avessi letto un libro senza il finale. Un troncamento stonato.
Boh, sono andato avanti a leggere e arriva anche il Biagio che spara una Fiorentina, un Toro e una Udinese……..Udinese???? Bohhh, forse perchè c’era Zico? Mmmmmh. Ci spiega che era per avere dei bianconeri da bastonare ma la Rubentus non ce l’aveva proprio fatta a comprarla. Mito!
Il Giamma butta li anche un Derthona che solo la mente contorta di un fratello granata può partorire.
Poi, finalmente, arriva anche la spiegazione a quello che mi sembrava mancasse. Come manna dal cielo, come l’Arcangelo Gabriele che avvisa la Madonna della sua natura non trombante arriva il file audio del Fara. La voce impostata mi fa visualizzare immediatamente la sua faccia con quel sorrisino alla don Milani.
Life rewind e il ricordo è tanta roba. C’è sempre un babbo o un nonno regista della nostra meravigliosa parentesi. Mi piacerebbe incontrare nuovamente mio nonno per ringraziarlo più di quanto feci in quel Natale del 1976. Ma non potevo immaginare cosa quella scatola avrebbe significato. Ma sono convinto che lo incontrerò di nuovo e forse gli insegnerò a giocare.
Simo ci regala un’immagine fantastica con quel campo nuovissimo pieno zeppo delle squadre colorate dal babbo …… e quanti altri di noi avrebbero da scrivere, quante squadre famose o meno popolerebbero questa condivisione.
Ecco, era per tutto questo che l’altra sera sorridevo. Era la consapevolezza di quanto siamo stati fortunati, di quanta roba abbiamo toccato con mano e di quanto l’abbiamo condivisa con gli amici, quelli veri. Noi, la console, non l’abbiamo mai spenta!

 

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