Il TFC Fiorenza a San Benedetto

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 17 novembre 2018 – L’avvicinamento al tanto agognato debutto del nostro TFC Fiorenza nella Serie C nazionale è stato caratterizzato da due sentimenti contrastanti: l’euforia figlia della trionfale “Mission To Rome”, il girone Centro del campionato di Serie D disputato appunto a Roma alla fine della scorsa stagione agonistica e caratterizzato da un filotto di nove vittorie su dieci incontri giocati e di un primo posto assoluto che aveva voluto dire promozione diretta in Serie C, ma anche dai timori relativi alla consapevolezza che il livello tecnico e di esperienza che stavolta avremmo riscontrato nei nostri avversari sarebbe stato ben più alto. Se aggiungiamo poi che il girone d’andata dei campionati italiani si disputa praticamente in apertura di stagione e che quindi la preparazione non poteva essere particolarmente accurata, si capisce il motivo dei dubbi che pervadevano i pensieri di coloro che avrebbero preparato le strategie di gioco e diretto le operazioni in quel del Palaspeca di San Benedetto del Tronto.

Forte di due innesti importanti quali il “Kobra” Cattani, giocatore di grande carisma e vero e proprio punto di riferimento per tutti noi, e Mirco Pasquini, già capitano del Fiorenza e reduce da una stagione in prima squadra, la nostra rosa vedeva ai nastri di partenza ben sette giocatori: Tiberio Becucci, Matteo Cherici, Riccardo Ferri e Mirko Masini, con Alessio Riccio a coordinare il team, oltre ai già citati Cattani e Pasquini. Squadra agguerrita e con un baricentro decisamente offensivo, orfana purtroppo di Alessandro Cecchetti, uno dei grandi protagonisti di Roma e perno fondamentale degli equilibri tecnici e tattici della nostra squadra, giocatore che tutti ci auguriamo di riavere tra le nostre fila per la disputa del girone di ritorno.

Partenza nel tardo pomeriggio di venerdì, accompagnati da un freddo pungente e ventoso che non spegne però l’entusiasmo e la voglia di vivere con la giusta armonia la prima trasferta verso la C, cena lungo strada e arrivo a destinazione a sera inoltrata. La mattina successiva c’è poco tempo per tutto, niente sguardi sull’Adriatico e niente brezza marina a temprare gli animi prima delle battaglie sul panno verde: solo una colazione di buon’ora e via al palazzetto, dove ci ritroviamo con i ragazzi (e Letizia!) della prima squadra. Ci accomodiamo sugli spalti, dispieghiamo il vessillo biancorosso del Fiorenza recante il Marzocco, il leone che nella Repubblica Fiorentina era simbolo del potere popolare, oggi nostro prezioso talismano, diamo una scaldatina all’indice, espletiamo un turno di arbitraggio e finalmente tocca a noi, è il nostro esordio in C!

Il primo avversario è Pisa Subbuteo, la seconda squadra del mitico Black And Blue Pisa, uno dei club che ha fatto la storia del calcio da tavolo. Sebbene la scorsa stagione la loro rosa comprendesse almeno un paio di giocatori la cui collocazione naturale sarebbe stata la prima squadra (si parla di calciotavolisti che hanno vinto la Champions League), questa volta il livello dei contendenti è decisamente più adatto alla categoria, anche se sia Tamburri che Lazzarini sono giocatori di classe e tecnica eccelse. Il risultato finale è un pareggio, 2-2. Paghiamo forse un po’ di emozione e di sfortuna (un grande Ferri fermato solo dai pali della porta dell’avversario): vincono il Kobra e Pasquini, confermando le scelte tattiche previste dagli strateghi e regalandoci il primo punto della competizione.

Poco tempo per rifiatare e, tra una risata e l’altra, si torna sul panno. Stavolta c’è Ferrara, una delle compagini più forti del girone, con giocatori che non sfigurerebbero affatto anche nelle categorie superiori. Il match è difficile, andiamo sotto subito e non riusciamo a riportare la partita su binari a noi favorevoli. Il risultato finale è 0-3, con il solo Cherici che grazie a una grande prestazione impatta il fortissimo Billi.

Al terzo match con la neopromossa Stabiae rialziamo la testa. E’ una partita al cardiopalma, specie per chi la vive da fuori, ma alla fine la spuntiamo noi: 2-1! Vincono ancora Cattani e Pasquini mentre Masini inchioda il suo temuto (anche per la stazza!) avversario al pareggio. Grinta e strategia ci premiano e arriva la prima vittoria in Serie C.

Il successivo match con Biella è forse il peggiore da noi disputato in tutto il weekend. Andiamo sotto su tutti campi quasi subito e non riusciamo ad esprimere il nostro gioco brillante e fantasioso. Sui quattro panni viene schierata una formazione offensiva, con tre giocatori di grande creatività e con il solo Ferri impegnato nella missione impossibile di fermare il biellese Jon Scotta, altro calciotavolista di categoria decisamente superiore. Non c’è niente da fare, siamo bloccati e neppure le sostituzioni ci aiutano. Il Kobra pareggia ma sugli altri tre campi sono tre sconfitte: 0-3.

Il calendario non ci da tregua e lo sapevamo, in manifestazioni come questa non c’è il tempo per respirare. Si torna in campo contro Torino 2009, formazione già affrontata in passato in Serie D ma decisamente rafforzatasi con l’innesto di giocatori extra regione e di giovani tornati alle competizioni di un certo livello. Match durissimo. Non abbiamo ancora smaltito le scorie della partita precedente e la mente non è sgombra a dovere. Ci battiamo con grinta e coraggio ma lo 0-4 finale non da adito a interpretazioni di sorta. Tocca solo azzerare e ripartire.

Lo facciamo contro Picchio Ascoli, la filiale di quell’Ascoli che milita nella massima serie, e giochiamo meglio. Un grande Masini ci regala una vittoria tutta caparbietà ed equilibrio, Pasquini gioca benissimo ed è fermato solo dalla sfortuna, da una palla che per pochi maledetti millimetri non vuole saperne di entrare in porta, Cherici fa convergere alla grande la sua tecnica frizzante con un approccio tattico più riflessivo e tiene contro il forte Troiani, Ferri lotta con l’equilibrio di sempre. Perdiamo 1-3 ma stavolta è stato un altro Fiorenza; grinta, cuore e qualità – chi era fuori li ha visti e apprezzati e sono mancate solo un pizzico di fortuna e di capacità di leggere la partita nei momenti chiave.

Il primo giorno finisce. Dopo più di dieci ore di Palaspeca siamo stanchi ma la voglia di sorridere e scherzare non passa. E’ il momento di rifocillarsi e celebrare il nostro essere qui. Lo facciamo alla grande e chiudiamo gli occhi per prepararci al domani.

La domenica ci vede iniziare contro il Black Rose Roma, un grande club caduto forse un po’ in disgrazia dopo aver perso alcuni dei suoi migliori giocatori. Guai però a sottovalutarli: il quartetto romano è formato da ottimi calciotavolisti, gente di esperienza e spessore agonistico che di sicuro non mollerà di un millimetro. La partita è bella e vibrante, siamo nel match e giochiamo bene. Il risultato oscilla: andiamo sotto, poi recuperiamo. Gran parte del tempo scorre sul risultato di parità e a noi va bene così: anche un punticino potrebbe alla fine risultare decisivo. Verso il finale del tempo, però, la buona stella adombra la sua luce e in un pugno di secondi passiamo dal 2-2 all’1-3. Cherici gioca alla grande, come contro Ascoli, e porta in fondo la sua vittoria, Masini cede a Strazza solo nel finale dopo aver disputato l’ennesimo ottimo match, Pasquini non riesce a rimanere in partita dopo essere anche passato in vantaggio e il Kobra, dopo aver riacciuffato la partita, subisce un gol quasi allo scadere. Usciamo sconfitti ma davvero a testa altissima.

Tocca a Foggia. Ci appare subito chiaro come questa partita può essere il punto di svolta del nostro girone di andata. Gli esperti giocatori pugliesi sono di pochi punti davanti a noi in classifica. Noi terzultimi, loro un gradino sopra. La posta in palio è altissima, punti preziosi da accumulare per tentare di mantenere la categoria. Nonostante la tensione il match comincia tranquillo. Il quartetto scelto per questa sfida è Becucci, Masini, Pasquini e Cattani, l’idea è quella di schierare un mix di creatività offensiva e di esperienza, di capacità di lettura del match nei suoi momenti topici. Cherici e Ferri sono di rincorsa. Iniziamo bene e andiamo sopra con Masini e, grazie alla grande grinta di Becucci, che ribalta l’iniziale svantaggio, siamo 2-0 per noi. Cattani e Pasquini mantengono la loro partita sul pari. Il tempo scorre e la paciosa tranquillità che aveva caratterizzato l’inizio del match svanisce in un attimo. Sul campo di Masini subentra un avversario estremamente ostico e la tensione sale, nelle zone di gioco limitrofe alla nostra le urla provenienti dai singoli campi creano un clima da bolgia dantesca e chi coordina le nostre partite non riesce nemmeno a farsi sentire dai propri giocatori. Il Kobra va sotto e il risultato sul campo di Masini oscilla paurosamente. Siamo ancora sopra, grazie anche a Becucci che controlla il suo match con tenacia e intelligenza tattica. A pochi minuti dalla fine il gol che abbatte il nostro entusiasmo: Pasquini subisce una rete da Ferrante, al termine di un match duro e contestato. Nonostante una coda di qualche minuto durante la quale tutti noi triboliamo intorno al campo di Mirco non c’è niente da fare: 2-2. Un pari che ci amareggia per come è maturato ma che ci insegna che questo tipo di partite sono davvero come ci sono state raccontate decine di volte: poca forma e tanta, tanta sostanza, con buona pace degli esteti del calciotavolo. Andiamo a cinque punti, la classifica comunque si muove.

L’ultimo match è contro la capolista, SPQR MMIX Fiumicino. Li abbiamo già incontrati in Serie D due stagioni fa, quando vinsero il girone a mani basse. Sono più o meno gli stessi giocatori e quando li incontrammo perdemmo davvero di misura su tutti e quattro i campi. I risultati però dicono che sono cresciuti, sia individualmente che a livello di squadra. Sarà durissima. Giochiamo molto bene e il primo tempo finisce in parità. Masini e Pasquini tengono botta, in svantaggio invece Cherici e Ferri anche se solo di misura. Il secondo tempo ci insegna ancora quali siano le caratteristiche per far bene in questo tipo di manifestazioni: i nostri avversari, pur non giocando un calciotavolo tecnicamente superiore al nostro, dimostrano di avere una tenuta maggiore, di riuscire a mettere a frutto le loro capacità senza colpi particolarmente sconvolgenti. Finisce 0-4, ma per un tempo e mezzo abbiamo giocato alla pari con loro.

Tutto è finito. Il palazzetto si svuota a una velocità surreale, quasi che i due giorni passati chini sul panno verde fossero frutto di un’allucinazione collettiva. Una bella foto di rito fissa ancor più indelebilmente i ricordi, ci concediamo due chiacchere e gli ultimi saluti fuori dal palazzetto, per poi ripartire verso casa.

Coordinare la nostra squadra in questa due giorni è stato per me un grande onore, e scrivo questo filtrando con certosina cura il mio pensiero per depurarlo da retorica ed enfasi di cui spesso la cronaca sportiva è vittima. Siamo innanzitutto amici e il sorriso con cui affrontiamo ogni partita è stupefacente: se leggiamo tutto ciò con leggerezza lo interpretiamo come un bel modo di celebrare il tempo che passiamo assieme a fare qualcosa che ci piace e che ci unisce, mentre se gli vogliamo conferire un significato più profondo credo che si tratti davvero di un gran bell’esempio di cultura sportiva. La nostra squadra si è battuta alla grande, con grinta, tenacia, lealtà e buona tecnica calciotavolistica. Non sono mancati i momenti difficili e le tensioni: la partita con Biella, le sconfitte immeritate, gli episodi dubbi e i torti che crediamo di aver subito. Ciò che conta di più è che c’eravamo, con l’indice ma anche con l’anima. Abbiamo giocato al massimo delle nostre possibilità e dato filo da torcere a tutti, ma sempre con la soave eleganza e la capacità di divertirsi che caratterizzano il nostro gruppo. Ringrazio quindi Tiberio, Emanuele, Matteo, Riccardo, Mirko e Mirco per la fiducia che mi hanno dimostrato e spero di essere stato all’altezza del compito che mi è stato assegnato. Impossibile non ringraziare il Capitano Marco Bonciani per i preziosissimi consigli e la capace regia dietro le quinte. Grazie anche a tutti i ragazzi della prima squadra (che peraltro hanno disputato un ottimo girone d’andata, quinto posto in classifica ma a sole due lunghezze dalla terza piazza) per il continuo incitamento.

Ad aprile ci sarà da soffrire. Il nostro girone di ritorno sarà lungo e difficile. Per adesso siamo terzultimi, ci toccherebbe il play-out ma con a disposizione due risultati su tre. Sarà nostra priorità difendere questa posizione, cercando magari di rosicchiare qualche punto a Foggia, anche se cinque lunghezze non sono poche. Di certo ci batteremo con quelli che sono i nostri punti di forza: grinta e sorriso!
A la prochaine e alé Fiorenza!

Alessio Riccio

Il girone di andata Serie C Girone A nei dettagli

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