Cece tra i big 16 d’Italia!

ASD-Firenze-AvatarDesenzano sul Garda, 13 maggio 2017 – Ho iniziato a scrivere questo articolo almeno quattro volte parlando del Campionato Italiano, di ranking, di gironi e avversari ma tutte le volte c’era qualcosa che non mi convinceva. Poi ho capito che non mi interessava parlare di quello ma volevo parlarvi di un giocatore, di un amico.
Non so quanti anni sono passati da quel lunedì sera quando un tipo dai capelli mossi e biondicci, magro e occhialuto si affaccia all’entrata della palestra con una scatolina in mano e la maglia del Liverpool addosso. Ha la faccia simpatica e il suo modo di fare ci garba da subito. Prima partitella per saggiare quanta materia buona ci fosse in quel dito, prime 187 domande per sapere come funzionava il giochino e via, parte l’avventura. Matteo, detto il Cece, dimostra da subito che di spazio per farne un giocatore ce n’è in abbondanza e il suo impegno, la sua attenzione a quello che gli anziani cercano di passargli è di grande stimolo per tutti noi. Con il tempo si dimostra non solo un forte giocatore ma anche, e soprattutto, una persona per bene. Voglio usare queste parole perchè di “eccezionale”, “fantastico”, “meraviglioso” oggi ce ne è un tale abuso che non renderebbero giustizia a quello che voglio dire. Una persona per bene perchè la capacità di essere positivo, di non travalicare mai, di prendere con un sorriso la vita è prerogative di chi è nel giusto. Una persona per bene perchè portatore sano di onestà, non solo sportiva.
C’è stato un momento che mi ha fatto incazzare come una iena. Avevo visto in lui il giocatore che ci poteva far fare il salto di qualità, uno di quelli che inserito nelle rotazioni della prima squadra avrebbe dato profondità e solidità. Bravo tecnicamente, forse uno dei più forti nel club sotto questo aspetto, stava crescendo anche tatticamente. Ma poi è arrivata una rottura. E’ arrivato il momento dove c’era da elaborare il lato oscuro di questo maledetto gioco. C’era da inserire nel complesso meccanismo del dna il “diventare una merda”! Sì perchè quando arrivi nelle competizioni che contano sullo stomaco non devi avere peli, devi costruirti un plinto di cemento armato e ad ogni merdata che subisci devi reagire con una ancora più grande se possibile. Altrimenti ti stritolano. Non tutti, ma tanti. E lì non c’è stato verso. Credo ci sia stata una lunga chiacchierata tra lui e il suo dna, sulla terrazza di casa al fresco della notte con un cannino in mano. Sono convinto che abbia provato in tutti i modi a convincerla (il dna è femmina? boh!) che era giusto diventare un pò merde, lasciare da parte il romanticismo e dare spazio al cinismo. Abbondonare i libri Harmony e leggere Baudelaire. Credo che il Cece ci abbia provato, che ne sia uscito sconfitto e che questa sia stata la sua più grande vittoria!
E’ grazie a lui (e non solo) se il club si è dipinto addosso anche il lato storico, nostalgico dei tempi andati. Il ricordo dei favolosi match nei garage degli amici adolescenti rivivono in me tutte le volte che lo sento urlare il nome dei suoi campioni quando segnano. Quell’anta del suo armadio con quella serie di scatoline perfette crea un mix di invidia e tenerezza ma che fa capire che in fondo, forse, aveva ragione lui. E’ il sorriso la miglior arma contro le demenza di alcune merde che popolano questo mondo e vaffanculo se alla fine hanno fatto un gol più di te. Keegan in questo modo diventa invincibile, un highlander dei tempi moderni che aiuta a non invecchiare mai. Nella mia bacheca c’è una coppa che guardo sempre volentieri. E’ la coppa che ricevetti quando vinsi a Pisa il GP Toscana. Giocavo malissimo. Ero uscito da un campionato italiano pessimo e mi presentai a quel torneo solo per resettare la testa e provare nuove basi. Persi la prima partita facendo letteralmente cacare. Ma c’era il Cece che subito mi spezzò lo stomaco con due battute stratosferiche. E tra una risata e l’altra vinsi la seconda. Ci fermammo a sedere su dei divani anni 70 in un locale che forse neanche Richie Cunningham si sarebbe trovato a suo agio e ridevamo. Vinsi anche la terza partita, il girone e gli ottavi di finale. Sigarettina insieme al Cece fuori dal locale, su una terrazzina che dava su un piazzale dove la cosa più allegra era la cacca dei piccioni sulla spalliera della scala. E giù risate. Vinsi i quarti e poi anche la semifinale. Come potevo stargli lontano? Ci mettemmo a guardare e a commentare improbabili pance strette in altrettante improbabili magliette chiedendoci se dovevano essere più incazzate le prime per essere in esse contenute o le seconde per doverle contenere. Ma non riuscivamo ad arrivare alla fine di una discorso perchè si rideva prima. Vinsi anche la finale e tutte le volte che guardo quella coppa penso a quanto abbia ragione il Cece quando, con la maglia dei Reds addosso, gonfia la rete con Mc Dermott, Neal o Keegan.
Oggi è entrato di diritto nei 16 migliori giocatori d’Italia ai Campionati Italiani Subbuteo a Desenzano sul Garda ma gli altri 15 dovranno stare attenti perchè highlander si nasce e invincibili come il Cece non ci si improvvisa!
Dei risultati del torneo non me ne frega una beata minchia ma un dato lo voglio riportare in modo che quelli che si troveranno davanti il Liverpool sappiano a cosa vanno incontro. I Reds chiudono il Campionato con McDermott, Heighway e Jones con 2 reti a testa e con un goal Smith, Neal e Keegan!
Grazie amico mio.

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