Il TFC Fiorenza a San Benedetto

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 17 novembre 2018 – L’avvicinamento al tanto agognato debutto del nostro TFC Fiorenza nella Serie C nazionale è stato caratterizzato da due sentimenti contrastanti: l’euforia figlia della trionfale “Mission To Rome”, il girone Centro del campionato di Serie D disputato appunto a Roma alla fine della scorsa stagione agonistica e caratterizzato da un filotto di nove vittorie su dieci incontri giocati e di un primo posto assoluto che aveva voluto dire promozione diretta in Serie C, ma anche dai timori relativi alla consapevolezza che il livello tecnico e di esperienza che stavolta avremmo riscontrato nei nostri avversari sarebbe stato ben più alto. Se aggiungiamo poi che il girone d’andata dei campionati italiani si disputa praticamente in apertura di stagione e che quindi la preparazione non poteva essere particolarmente accurata, si capisce il motivo dei dubbi che pervadevano i pensieri di coloro che avrebbero preparato le strategie di gioco e diretto le operazioni in quel del Palaspeca di San Benedetto del Tronto.

Forte di due innesti importanti quali il “Kobra” Cattani, giocatore di grande carisma e vero e proprio punto di riferimento per tutti noi, e Mirco Pasquini, già capitano del Fiorenza e reduce da una stagione in prima squadra, la nostra rosa vedeva ai nastri di partenza ben sette giocatori: Tiberio Becucci, Matteo Cherici, Riccardo Ferri e Mirko Masini, con Alessio Riccio a coordinare il team, oltre ai già citati Cattani e Pasquini. Squadra agguerrita e con un baricentro decisamente offensivo, orfana purtroppo di Alessandro Cecchetti, uno dei grandi protagonisti di Roma e perno fondamentale degli equilibri tecnici e tattici della nostra squadra, giocatore che tutti ci auguriamo di riavere tra le nostre fila per la disputa del girone di ritorno.

Partenza nel tardo pomeriggio di venerdì, accompagnati da un freddo pungente e ventoso che non spegne però l’entusiasmo e la voglia di vivere con la giusta armonia la prima trasferta verso la C, cena lungo strada e arrivo a destinazione a sera inoltrata. La mattina successiva c’è poco tempo per tutto, niente sguardi sull’Adriatico e niente brezza marina a temprare gli animi prima delle battaglie sul panno verde: solo una colazione di buon’ora e via al palazzetto, dove ci ritroviamo con i ragazzi (e Letizia!) della prima squadra. Ci accomodiamo sugli spalti, dispieghiamo il vessillo biancorosso del Fiorenza recante il Marzocco, il leone che nella Repubblica Fiorentina era simbolo del potere popolare, oggi nostro prezioso talismano, diamo una scaldatina all’indice, espletiamo un turno di arbitraggio e finalmente tocca a noi, è il nostro esordio in C!

Il primo avversario è Pisa Subbuteo, la seconda squadra del mitico Black And Blue Pisa, uno dei club che ha fatto la storia del calcio da tavolo. Sebbene la scorsa stagione la loro rosa comprendesse almeno un paio di giocatori la cui collocazione naturale sarebbe stata la prima squadra (si parla di calciotavolisti che hanno vinto la Champions League), questa volta il livello dei contendenti è decisamente più adatto alla categoria, anche se sia Tamburri che Lazzarini sono giocatori di classe e tecnica eccelse. Il risultato finale è un pareggio, 2-2. Paghiamo forse un po’ di emozione e di sfortuna (un grande Ferri fermato solo dai pali della porta dell’avversario): vincono il Kobra e Pasquini, confermando le scelte tattiche previste dagli strateghi e regalandoci il primo punto della competizione.

Poco tempo per rifiatare e, tra una risata e l’altra, si torna sul panno. Stavolta c’è Ferrara, una delle compagini più forti del girone, con giocatori che non sfigurerebbero affatto anche nelle categorie superiori. Il match è difficile, andiamo sotto subito e non riusciamo a riportare la partita su binari a noi favorevoli. Il risultato finale è 0-3, con il solo Cherici che grazie a una grande prestazione impatta il fortissimo Billi.

Al terzo match con la neopromossa Stabiae rialziamo la testa. E’ una partita al cardiopalma, specie per chi la vive da fuori, ma alla fine la spuntiamo noi: 2-1! Vincono ancora Cattani e Pasquini mentre Masini inchioda il suo temuto (anche per la stazza!) avversario al pareggio. Grinta e strategia ci premiano e arriva la prima vittoria in Serie C.

Il successivo match con Biella è forse il peggiore da noi disputato in tutto il weekend. Andiamo sotto su tutti campi quasi subito e non riusciamo ad esprimere il nostro gioco brillante e fantasioso. Sui quattro panni viene schierata una formazione offensiva, con tre giocatori di grande creatività e con il solo Ferri impegnato nella missione impossibile di fermare il biellese Jon Scotta, altro calciotavolista di categoria decisamente superiore. Non c’è niente da fare, siamo bloccati e neppure le sostituzioni ci aiutano. Il Kobra pareggia ma sugli altri tre campi sono tre sconfitte: 0-3.

Il calendario non ci da tregua e lo sapevamo, in manifestazioni come questa non c’è il tempo per respirare. Si torna in campo contro Torino 2009, formazione già affrontata in passato in Serie D ma decisamente rafforzatasi con l’innesto di giocatori extra regione e di giovani tornati alle competizioni di un certo livello. Match durissimo. Non abbiamo ancora smaltito le scorie della partita precedente e la mente non è sgombra a dovere. Ci battiamo con grinta e coraggio ma lo 0-4 finale non da adito a interpretazioni di sorta. Tocca solo azzerare e ripartire.

Lo facciamo contro Picchio Ascoli, la filiale di quell’Ascoli che milita nella massima serie, e giochiamo meglio. Un grande Masini ci regala una vittoria tutta caparbietà ed equilibrio, Pasquini gioca benissimo ed è fermato solo dalla sfortuna, da una palla che per pochi maledetti millimetri non vuole saperne di entrare in porta, Cherici fa convergere alla grande la sua tecnica frizzante con un approccio tattico più riflessivo e tiene contro il forte Troiani, Ferri lotta con l’equilibrio di sempre. Perdiamo 1-3 ma stavolta è stato un altro Fiorenza; grinta, cuore e qualità – chi era fuori li ha visti e apprezzati e sono mancate solo un pizzico di fortuna e di capacità di leggere la partita nei momenti chiave.

Il primo giorno finisce. Dopo più di dieci ore di Palaspeca siamo stanchi ma la voglia di sorridere e scherzare non passa. E’ il momento di rifocillarsi e celebrare il nostro essere qui. Lo facciamo alla grande e chiudiamo gli occhi per prepararci al domani.

La domenica ci vede iniziare contro il Black Rose Roma, un grande club caduto forse un po’ in disgrazia dopo aver perso alcuni dei suoi migliori giocatori. Guai però a sottovalutarli: il quartetto romano è formato da ottimi calciotavolisti, gente di esperienza e spessore agonistico che di sicuro non mollerà di un millimetro. La partita è bella e vibrante, siamo nel match e giochiamo bene. Il risultato oscilla: andiamo sotto, poi recuperiamo. Gran parte del tempo scorre sul risultato di parità e a noi va bene così: anche un punticino potrebbe alla fine risultare decisivo. Verso il finale del tempo, però, la buona stella adombra la sua luce e in un pugno di secondi passiamo dal 2-2 all’1-3. Cherici gioca alla grande, come contro Ascoli, e porta in fondo la sua vittoria, Masini cede a Strazza solo nel finale dopo aver disputato l’ennesimo ottimo match, Pasquini non riesce a rimanere in partita dopo essere anche passato in vantaggio e il Kobra, dopo aver riacciuffato la partita, subisce un gol quasi allo scadere. Usciamo sconfitti ma davvero a testa altissima.

Tocca a Foggia. Ci appare subito chiaro come questa partita può essere il punto di svolta del nostro girone di andata. Gli esperti giocatori pugliesi sono di pochi punti davanti a noi in classifica. Noi terzultimi, loro un gradino sopra. La posta in palio è altissima, punti preziosi da accumulare per tentare di mantenere la categoria. Nonostante la tensione il match comincia tranquillo. Il quartetto scelto per questa sfida è Becucci, Masini, Pasquini e Cattani, l’idea è quella di schierare un mix di creatività offensiva e di esperienza, di capacità di lettura del match nei suoi momenti topici. Cherici e Ferri sono di rincorsa. Iniziamo bene e andiamo sopra con Masini e, grazie alla grande grinta di Becucci, che ribalta l’iniziale svantaggio, siamo 2-0 per noi. Cattani e Pasquini mantengono la loro partita sul pari. Il tempo scorre e la paciosa tranquillità che aveva caratterizzato l’inizio del match svanisce in un attimo. Sul campo di Masini subentra un avversario estremamente ostico e la tensione sale, nelle zone di gioco limitrofe alla nostra le urla provenienti dai singoli campi creano un clima da bolgia dantesca e chi coordina le nostre partite non riesce nemmeno a farsi sentire dai propri giocatori. Il Kobra va sotto e il risultato sul campo di Masini oscilla paurosamente. Siamo ancora sopra, grazie anche a Becucci che controlla il suo match con tenacia e intelligenza tattica. A pochi minuti dalla fine il gol che abbatte il nostro entusiasmo: Pasquini subisce una rete da Ferrante, al termine di un match duro e contestato. Nonostante una coda di qualche minuto durante la quale tutti noi triboliamo intorno al campo di Mirco non c’è niente da fare: 2-2. Un pari che ci amareggia per come è maturato ma che ci insegna che questo tipo di partite sono davvero come ci sono state raccontate decine di volte: poca forma e tanta, tanta sostanza, con buona pace degli esteti del calciotavolo. Andiamo a cinque punti, la classifica comunque si muove.

L’ultimo match è contro la capolista, SPQR MMIX Fiumicino. Li abbiamo già incontrati in Serie D due stagioni fa, quando vinsero il girone a mani basse. Sono più o meno gli stessi giocatori e quando li incontrammo perdemmo davvero di misura su tutti e quattro i campi. I risultati però dicono che sono cresciuti, sia individualmente che a livello di squadra. Sarà durissima. Giochiamo molto bene e il primo tempo finisce in parità. Masini e Pasquini tengono botta, in svantaggio invece Cherici e Ferri anche se solo di misura. Il secondo tempo ci insegna ancora quali siano le caratteristiche per far bene in questo tipo di manifestazioni: i nostri avversari, pur non giocando un calciotavolo tecnicamente superiore al nostro, dimostrano di avere una tenuta maggiore, di riuscire a mettere a frutto le loro capacità senza colpi particolarmente sconvolgenti. Finisce 0-4, ma per un tempo e mezzo abbiamo giocato alla pari con loro.

Tutto è finito. Il palazzetto si svuota a una velocità surreale, quasi che i due giorni passati chini sul panno verde fossero frutto di un’allucinazione collettiva. Una bella foto di rito fissa ancor più indelebilmente i ricordi, ci concediamo due chiacchere e gli ultimi saluti fuori dal palazzetto, per poi ripartire verso casa.

Coordinare la nostra squadra in questa due giorni è stato per me un grande onore, e scrivo questo filtrando con certosina cura il mio pensiero per depurarlo da retorica ed enfasi di cui spesso la cronaca sportiva è vittima. Siamo innanzitutto amici e il sorriso con cui affrontiamo ogni partita è stupefacente: se leggiamo tutto ciò con leggerezza lo interpretiamo come un bel modo di celebrare il tempo che passiamo assieme a fare qualcosa che ci piace e che ci unisce, mentre se gli vogliamo conferire un significato più profondo credo che si tratti davvero di un gran bell’esempio di cultura sportiva. La nostra squadra si è battuta alla grande, con grinta, tenacia, lealtà e buona tecnica calciotavolistica. Non sono mancati i momenti difficili e le tensioni: la partita con Biella, le sconfitte immeritate, gli episodi dubbi e i torti che crediamo di aver subito. Ciò che conta di più è che c’eravamo, con l’indice ma anche con l’anima. Abbiamo giocato al massimo delle nostre possibilità e dato filo da torcere a tutti, ma sempre con la soave eleganza e la capacità di divertirsi che caratterizzano il nostro gruppo. Ringrazio quindi Tiberio, Emanuele, Matteo, Riccardo, Mirko e Mirco per la fiducia che mi hanno dimostrato e spero di essere stato all’altezza del compito che mi è stato assegnato. Impossibile non ringraziare il Capitano Marco Bonciani per i preziosissimi consigli e la capace regia dietro le quinte. Grazie anche a tutti i ragazzi della prima squadra (che peraltro hanno disputato un ottimo girone d’andata, quinto posto in classifica ma a sole due lunghezze dalla terza piazza) per il continuo incitamento.

Ad aprile ci sarà da soffrire. Il nostro girone di ritorno sarà lungo e difficile. Per adesso siamo terzultimi, ci toccherebbe il play-out ma con a disposizione due risultati su tre. Sarà nostra priorità difendere questa posizione, cercando magari di rosicchiare qualche punto a Foggia, anche se cinque lunghezze non sono poche. Di certo ci batteremo con quelli che sono i nostri punti di forza: grinta e sorriso!
A la prochaine e alé Fiorenza!

Alessio Riccio

Il girone di andata Serie C Girone A nei dettagli

Da Carpi con qualche rammarico

ASD-Firenze-AvatarCarpi, 3 novembre 2018 – C’è un pò di rammarico dopo l’Open Fisct di Carpi, lasciando in terra emiliana una ghiotta occasione per arrivare in fondo. Due squadre in maglia viola a colorare la location gestita dagli amici modenesi capitanati dall’inossidabile Ricky Porro.
Il quartetto della prima squadra composto dal Capitano Bonciani, Davide Visani, Matteo Cherici e Luca Pini mentre Firenze B schiera Stefano Barducci, Riccardo Ferri, Tiberio Becucci e Giammarco Riccioni.
Dopo Livorno anche qui un errore nel tabellone ci costringe a vita dura già dal girone. Strapazziamo Carpi con un secco 4-0 , perdiamo di misura con i fortissimi leoni bresciani e ci giochiamo l’accesso ai quarti di finale contro Trento, formazione protagonista nel mercato estivo e che si è rinforzata con l’arrivo dei “versiliesi” Giannarelli, Torboli e Casanova. Bella prova però dei gigliati che forti di due risultati su tre pareggiano 2-2 eliminando i trentini.
Firenze B esce con le ossa se non rotte, quantomeno incrinate nel girone. Perdiamo 4-0 con Ferrara (anche se con 3 partite di misura), 3-1 contro Cremona con il solo Becucci ad avere la meglio sul proprio campo e 3-0 contro i Warriors Torino partita nella quale spicca il pareggio (3-3) di Ferri contro il fortissimo Finardi.
Quarti di finale che ci vedono in campo contro Biella. Anche loro squadra molto cambiata in estate ma forte dei giocatori storici come Bodin, Jon Scotta e Cavanna e con la new entry Presti che si rivelerà davvero buon giocatore. L’accoppiata Bonciani/Pini porta a casa il punto ma le sconfitte per 3-0 sugli altri campi ci condannano a salutare il torneo per differenza reti.
Peccato davvero perchè davanti poteva profilarsi la strada verso la finale visto anche la presenza di Milano in formazione molto rimaneggiata.
Firenze B nei quarti del consolazione segna purtroppo un’altra sconfitta (0-3) contro Torino 2009, anche stavolta con 3 campi perdenti di misura.
L’avvicinamento alla Serie C del 17 e 18 novembre è sempre più incombente ma le polveri sono ben asciutte e pronte per esplodere come si deve.
Forza Firenze, sempre!

L’Open di Carpi nei dettagli

A Livorno semifinale per Faraoni

ASD-Firenze-AvatarLivorno, 28 ottobre 2018 – 1^ tappa del Grand Prix Toscana in terra labronica e subito una buona partenza per i gigliati. In cinque ai nastri di partenza Alessandro Neri, Simone Faraoni, Emanuele Cattani, Gabriele Casati e Francesco Gori gli alfieri che hanno provato ad aggiudicarsi questa prima data del circuito toscano.
Vita subito dura nei gironi che vede il solo Neri vincere il proprio mentre Casati, Faraoni e Cattani si devono accontentare della seconda piazza. Gori non ce la fa approdando così al consolazione dove esce al primo turno per mano di Giudice Gaetano.
Il secondo posto di Cattani sommato ad un errore nella gestione del tabellone costringe subito al derby gigliato nel barrage. Sarà il Kobra a prevalere sul neo acquisto viola Neri per 3-2. Anche Casati cede nel barrage al grossetano Petrini (3-4) mentre Faraoni ha la meglio su Balestrieri con il minimo scarto.
Ai quarti di finale buona prova del veterano Faraoni che batte di misura il livornese Michele Giudice in una partita che da sempre riveste sapori particolari.
Il Kobra purtroppo lascia il torneo perdendo con il maremmano Vanelli, mattatore anche di Faraoni in semifinale e vincitore della 1^ tappa del Grand Prix Toscana.

Il trofeo Città di Livorno nei dettagli
La classifica del Grand Prix Toscana dopo la 1^ tappa

Grande successo al Città di Firenze

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 15/16 settembre 2018 – Grande successo di partecipazione alla 36^ edizione del Città di Firenze che quest’anno si è vestita di panni internazionali. L’International Open ha visto ben 96 atleti confrontarsi nella competizione individuale e 27 squadre a contendersi il titolo team della domenica.
Torneo perfetto che tra conferme e qualche sorpresa ha mostrato un livello tecnico superlativo. Sono mancate all’appello le big straniere ma sapevamo che la vicinanza dei Campionati Mondiali di Gibilterra appena disputati e il fatto che fosse un Open e non un GP ha frenato qualche entusiasmo. Il prossimo anno ci giocheremo tutte le carte a nostra disposizione per smuovere mezza europa.
Qui trovate tutto il torneo nei dettagli, risultati e classifiche delle varie categorie individuali e della competizione a squadre.

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Le Fiamme Azzurre Roma vincitori nella competizione a squadre

Finisce una stagione bellissima

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 18 giugno 2018 – Finisce così una stagione bellissima, piena di ricordi, di emozioni e di traguardi raggiunti. Finisce con una serata magnifica, come sempre, tra amici e risate. Quando siamo insieme anche mangiare la pizza a sedere su improbabili seggioline è come essere all’Enoteca Pinchiorri. Più di 20 litri di birra che se ne sono andati come acqua, il Betis di Siviglia che si aggiudica il Mundialito 2018 e tante foto che andranno a completare il nuovo album delle nostre figurine. Finisce una stagione meravigliosa e ne è già iniziata un’altra, speriamo altrettanto, con la firma di uno dei più forti giocatori del circuito toscano. Alessandro Neri finalmente approda all’ombra del Cupolone e sarà innesto davvero prezioso per la nuova avventura del CS Firenze. Ma le novità in vista di settembre non finiscono qui. Anche il TFC Fiorenza non sta alla finestra e per rinforzare il gruppo che dovrà sistenere una stagione impegnativa ecco calare l’asso. Il Kobra Cattani si vestirà di rosso per dare solidità ed esperienza ad un gruppo che ha già dimostrato cose importanti.
Adesso il meritato riposo ma, sottotraccia, sempre costantemente al lavoro!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

Triplete per il Boncia!!!

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 14 maggio 2018 – Ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie ma alla fine il Boncia alza il Trofeo che lo incorona per la terza volta Campione Fiorentino. Dopo il primo successo datato 2013/2014 e quello della passata stagione, Marco chiude una stagione meravigliosa che ha visto lui e tutto il  club fare una crescita importante. Lo dimostra l’altro finalista; il Cece, che arriva a giocarsi la sua prima finale del Fiorentino grazie ad una stagione giocata da protagonista. Alle Finals gioca tre partite faticosissime finendo sempre agli over time. Fa fuori Robertiello ai quarti, il Visa – dominatore della regular – in semi e cede il passo solo ai piazzati contro il Capitano. Che dire se non bravo Cece, segno che il lavoro paga e che le distanze si accorciano sempre di più. Bene così.
Continua la tradizione che vuole perdente il vincitore della regular season; quest’anno a rimetterci le penne è stato il Visa che, autore di una cavalcata imperiale durante l’anno, ha ceduto il passo a Cherici al sudden death con un gol da antologia. L’ultimo quarto giocato dai due pesi massimi del club, Pini e Cattani, possiamo dire che non è stata proprio la partita dell’anno. Passa in semi Luca che è bravo a sfruttare una disattenzione del Kobra e morderlo in contropiede. Ma niente di più. In semi c’è il Boncia ad aspettarlo e non c’è partita. Solo negli ultimi minuti l’impennata di orgoglio della Tigre di Monte Morello mette qualche difficoltà al Capitano, reo forse di non aver saputo chiudere la partita quando doveva.
E si arriva alla finale nella quale si erge a baluardo indiscusso, monolite granitico, scudo di ghiaccio tanto inflessibile quanto impeccabile nelle chiamate: l’arbitro! Con accademica precisione guida una finale bella, giocata con la giusta tensione dal Boncia e dal Cece. Pochissimi errori e giocate di gran pregio deliziano gli stolti spettatori rimasti fino a tarda ora sugli spalti della Barsanti. La partita sembra incanalarsi in una direzione quando sul calcio di inizio il Capitano trova la soluzione per gonfiare la rete del Cece: “S’inizia di nulla!” sarà la sua immediata reazione. Ma non è così. Il covercianino reagisce e trova il pareggio con Keegan riaprendo la partita e insinuando qualche crepa nella solida freddezza del Cap. Come sempre, Marco, prende la cazzuola una catinella ci mette un po di acqua e del cemento a pronta e la crepa la chiude subito. 2-1.
La partita scorre via con il Cece riverso alla ricerca del pari; pareggio che gli viene negato in più di  un occasione ma una di queste è clamorosa. Tiro dalla tre quarti sinistra di Cece, un pallonetto che la fisica vorrebbe infilarsi al sette sul secondo palo e qui c’è il miracolo. Il portiere del Boncia, come nelle più belle favole di Medjugorie, si stacca dall’asta tira muscoli e nervi fino ad inarcare la schiena e con un colpo di reni e il braccio di richiamo, tocca quel tanto la palla per deviare il tiro in fallo laterale. Come se ne era staccato, si riappropria della propria stecca concedendo gli applausi e i complimenti al suo Capitano. Ma io l’ho visto, solo io in quanto baluardo indiscusso, monolite granitico, scudo di ghiaccio inflessibile …… la parata l’ha fatta lui davvero!
40 secondi alla fine e sugli sviluppi di un’azione sulla sinistra il Cece trova il 2-2 nonostante il Boncia cerchi una strenue difesa con una scelta che solo lui e un pigmeo della foresta boreale potevano vedere e capire. L’arbitro non la vede e non la capisce e prende una delle decisioni più giuste della storia del calcio planetario.
Al sudden la paura di prendere gol la fa da padrona portando la finale del Campionato Fiorentino ai piazzati. Il Cece va in vantaggio di due gol ma l’errore dal tiro centrale probabilmente ne mina le certezze e l’esperienza del Boncia gonfia il petto e chiude il match ….. Triplete!!!
Da sottolineare come anche durante i tiri piazzati l’arbitro sia stato monumentale. Al secondo tiro piazza la palla perdendicolare non all’area di rigore ma all’area piccola del portiere. L’idea era quella di creare un diverso punto di vista di questo gioco, paradigma della vita stessa, cercando di far capire agli astanti  che un piccolo cambiamento prospettico può mettere in dubbio certezze consolidate e da li aprire un dibattito che ci avrebbe portato ad un lieto sonno. Ma la stoltezza della plebe non capisce cotanta finezza e, limitandosi ad ironici commenti, fa si che la partita rientri nei soliti, noiosi canoni calciotavolistici.

Bravi tutti noi, bravo lo Zio che si aggiudica il cadetti e come sempre FORZA FIRENZE!!!

Il Campionato Fiorentino nei dettagli

Al Visa la regular season del Fiorentino

ASD-Firenze-AvatarFirenze, 7 maggio 2018 – Percorso al limite della perfezione per il Visa che conquista anche la 6^ tappa del Campionato Fiorentino. Cinque finali, di cui 2 vinte, su sei tappe è forse un record ma il difficile arriva adesso. Le final six sono alle porte e chiameranno il bergamasco ad una difficile conferma .
La vittoria del Campionato Fiorentino coronerebbe un percorso di crescita che quest’anno, come non mai, ha confermato la solidità di Davide, sempre più punto di riferimento per il CS Firenze. Dovrà vedersela con vecchi marpioni che mal digerirebbero il vedere alzare la coppa da uno convinto che il lampredotto  sia un tipico abito venezuelano! I marpioni in questione, che tenteranno di rompere le uova nel paniere atalantino, sono (nell’ordine) il Boncia, Luca, Sergio, Cece e il Catta che per un pelo di gnagna relega lo Zio alla final six Cadetti.
Cadetti che vedranno protagonisti, oltre al Fara e al Cecca diretti alle semi, Riccio vs Riccioni e Mirko vs Mirco ….. che fantasia!
Lunedì prossimo sapremo chi alzerà al cielo il tondo scudetto legnoso!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

La 6^ tappa del Campionato Fiorentino nei dettagli

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Rincorsa vincente!

ASD-Firenze-AvatarSan Benedetto del Tronto, 21/22 aprile 2018 – Dovevamo rincorrere, dovevamo sudare e questo abbiamo fatto. Abbiamo rincorso sudando e lo abbiamo fatto vincendo. Gli undici punti dell’andata ci costringevano ad un girone di ritorno impeccabile, ed impeccabile è stato. Alla fine chiudiamo con un quarto posto da sogno ad un solo punto dal podio, 30 punti frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte. Non male direi per una squadra che aveva come obbiettivo quello di salvarsi nel Campionato Italiano di Serie Girone A. Dopo la fantastica promozione del TFC Fiorenza, un’altra perla si inserisce nell’albo d’oro del CS Firenze, sempre più solida realtà del panorama calciotavolistico italiano. La ciliegina su una torta meravigliosa è stato l’esordio in Campionato della nostra Margot Diradourian, tenace guerriera che a testa altissima non si è fatta intimorire dai truci mascoli italici. Si è calata perfettamente nella parte della novella Giovanna d’Arco e quando ha potuto ha spezzato le reni a chi gli si è presentato davanti. Merveilleux Margot!!!
Sapevamo benissimo che l’inizio sarebbe stato importantissimo. Nei giorni prima dei Campionati ce lo siamo ripetuti centinaia di volte che il trittico Vomero/Sassari/Modena sarebbe stato la cartina tornasole del nostro cammino. E’ andato tutto come volevamo, con due partite tirate e belle ed un capolavoro!
Con Vomero prendiamo paura perchè il Capitano va sotto con il rognoso Impallomeni ma il pareggio di Chris e le vittorie di Luca e Davide portano i 3 punti che ci proiettano all’incontro con Sassari.
E’ partita difficile, la partita che all’andata ci ha scombussolato tutti i piani e che ci vide soccombere. Ma questa è un’altra storia. I tre dell’apocalisse Marco/Davide/Luca portano a casa il punto e impreziosiscono la sconfitta di Margot, al suo esordio, contro Pintore.
Ed ecco Modena. Qualche settimana fa ne avevamo avuto ragione in finale di un Open nazionale. Questo ha rafforzato la consapevolezza che eravamo noi quelli da temere. E’ stata una battaglia. Una bella battaglia. Chris riesce a fermare sul pari il fortissimo Montanari mentre ancora una volta il trio Marco/Davide/Luca mettono in cascina tre vittorie fantastiche. Davide va anche sotto contro l’esperienza del “Cine” Massimo Conti ma alla fine l’urlo della vittoria è del gigliato (3-2). Luca ci prova da tutte le parti ma questa palla non entra e Daniele Di C’è tira fuori dal cilindro un paio di parate degne del miglior Courtois. Alla fine il grido è lo yeppaaaaa del 1-0 definitivo. Marco ha davanti l’icona modenese, Riccardo Porro, mentore e tuttofare della compagine romagnola. Marco decide di indossare il frac del Signor Cinismo e schiaffa la pallina in rete quanto basta per portare a casa l’1-0!
E tre su tre.
Ci diciamo che ancora non abbiamo fatto niente, ma chi ci crede??!!! Sappiamo benissimo che abbiamo fatto tanto, che abbiamo fatto quello per cui abbiamo lavorato nelle ultime settimane ….. dobbiamo solo rimanere concentrati, senza staccare la spina. E non solo non la stacchiamo ma decidiamo di portare il voltaggio a 1000 watt, il 220 non ci basta più!
Arriva Pisa, squadrone con giocatori del calibro di Pochesci e Subazzoli. Andiamo sotto nel campo del Subba, il Visa si fa dare le chiavi dello schiacciasassi e investe come un tornado il malcapitato Zanetti. 1-1 …. decisivi i campi del Kobra Cattani e del Capitano. Il kobra per adesso è rimasto all’ombra, sotto il suo sasso, a riempire le sacche dei denti con del veleno fatto in casa. Ha davanti un mostro sacro che non più tardi di “ieri” calcava palcoscenici da serie A. Non gliene frega un cazzo…. sbuffa come un toro, snatura la sua filosofia di gioco pur di stare attaccato al match subisce tre reti ma, purtroppo per il pisano, per tre volte si avventa alla giugulare e sferra tre morsi letali. 3-3 e partita per adesso in mano nostra. Manca il campo del Capitano che davanti ha il giovane maltese dei crociati. E’ avanti 1-0, ha sbagliato un gol a porta vuota e le uniche energie che gli sono rimaste nei due minuti finali sono pari al nulla, al vuoto! Ma addosso non ha una maglia qualsiasi. Ha la maglia di Firenze, “… per seguir virtute e canoscenza!”. Mancano 10 secondi alla fine, ha la palla, mi avvicino al suo orecchio e gli sussurro che è il più forte, assolutamente il migliore …….. e sarà il più forte, il migliore. Vinciamo 2-1 e facciamo il poker!
Ultima fatica del giorno, Siracusa. Davide e Marco pareggiano contro Russo e Murabito mentre Bagnato esce vittorioso sul campo dove si suona la Marsigliese. Luca batte 2-0 Gissara e agguanta il punto del pareggio che ci fa finire la prima giornata imbattuti con 13 punti sui 15 disponibili conquistati.
Possiamo andare a mangiare soddisfatti ma continuiamo a raccontarci la cazzata che non abbiamo fatto niente! Mi mando affanculo da solo ….
La domenica mattina un sussurro ci dice che l’obbietivo è stato raggiunto…..oramai la salvezza è acquisita. Questo fa calare un pò la tensione e nelle partite con i fortissimi Pierce e i Flickers arrivano due sconfitte.
Per orgoglio dobbiamo rimetterci in piedi. Basta pochissimo: due occhiate ed è tutto chiaro. Battiamo Livorno con una partita di Marco da proiettare in tutte le scuole italiane, Davide ci mette il carico e Margot che chiude a chiave il discorso!
Alla fine ci prendiamo anche il lusso di battere Barcellona, la corazzata del girone, che già promossa matematicamente ha da tempo staccato ogni velleità agonistica.
Finiamo con un girone di ritorno strepitoso, un quarto posto che ci riempie di orgoglio e che ci prepara alla nuova sfida targata 2018/2019!!!
FORZA FIRENZE, SEMPRE!!!

Tutta la Serie C 2017/2018 nei dettagli

classifica_serieC


TFC Fiorenza in Serie C!!!

ASD-Firenze-AvatarRoma, 8 aprile 2018 – Il calcio è meraviglioso perchè negli anni ci ha regalato sorprese pazzesche, vittorie talmente inaspettate da far parlare di “miracoli sportivi”, imprese eroiche, piccoli Davide contro titanici Golia. Nei primi anni ’70 il Nottingham Forest vivacchiava in Second division, poi arrivò Peter Taylor e con lui naque la leggenda del Nott’s culminata nel titolo della Premier e nella storica vittoria della Coppa dei Campioni nel  1978/79.
Nel 1985 il miracolo è tutto italiano. Con una rosa di soli 17 giocatori Osvaldo Bagnoli porta lo scudetto in quel di Verona con una cavalcata esaltante per tutti gli amanti del calcio. Era il mitico Verona di Elkjaer, Briegel, Galderisi e Di Gennaro.
Nel 1988 il piccolo Wimbledon si aggiudica uno dei trofei più prestigiosi nel Regno Unito, la FA Cup. Era la famosa Crazy Gang, picchiavano sodo e riuscirono a battere i Red’s in finale. Il bel gioco non era proprio la loro forza tanto che Linecker disse “L’unico modo per vedere il Wimbledon è sul televideo!”. Ma vinsero loro…
Nel 2000 il Calais arrivò in Coppa di Francia e la perse contro i campioni in carica del Nantes. Vi chiederete dove sta il miracolo. Il Calais era una squadra formata da uno studente universitario, due agenti di commercio, diversi impiegati, un giardiniere,  due insegnanti e tanta ma tanta passione e sacrificio. Un’impresa talmente grande che alla fine il portiere del Nantes chiamò sul podio tutti i giocatori del Calais per alzare la Coppa insieme a loro.
E potrei continuare con il Porto di Mourinho nel 2004, con la Danimarca Campione d’Europa nel 1992, la Grecia nel 2004, il Wigan del 2013 in FA Cup, per finire con il Leicester di Ranieri.

Poi c’è il TFC Fiorenza del 2017/2018 del capitano Alessio Riccio. Ma qui non si parla di palcoscenici professionistici, stadi pazzeschi e miliardi di dollari. Qui si versa sudore, passione,  tempo, denaro e tante risate. Sì perchè in questo gruppo non abbiamo altro. Abbiamo questo e ci basta. Siamo il completamento perfetto a chi di passione vive, siamo il formaggio sulle melanzane alla parmigiana, siamo il guanciale sulla carbonara, la panna chantilly sul millefoglie. Siamo Firenze porca puttana, la città di Dante, di Boccaccio, Brunelleschi, Leonardo da Vinci, di Michelangelo.
Noi siamo abituati alla bellezza, alle opere d’arte. Noi, che facciamo colazione con il Davide che ci guarda mentre Palazzo Vecchio ci fa ombra. Noi che in una qualsiasi stradina del centro abbiamo più storia degli Stati Uniti d’America, noi …… che abbiamo anche questi:

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.19.37 Riccardo Ferri : come posso essere imparziale con il Lobo, amico di tante scorribande ludiche sulle quali solo la distanza ci ha permesso di non diventare due “perfette fave nerd”! Da quando è rientrato ha sempre lavorato sodo per ricucire il gap che il tempo aveva messo tra lui e essere un giocatore. Lo è diventato di nuovo, eccome se lo è diventato. Sempre corretto, mai una parola fuori posto … s’incazza solo con la macchinetta in palestra quando non gli sputa le merendine. Mito!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.19.08Alessandro Cecchetti: un grandissimo! Lo azzoppano ma a lui gli importa una bella sega. Si fa piantare in una gamba 12 chili di titanio, si prende qualche mese ed eccolo qua. Fortissimo, mai banale, quando gioca anche la più blanda delle amichevoli sbuffa come un toro nell’arena e finisce sempre, e dico sempre, con il sorriso. Bionico!

 

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.20.19Tiberio Becucci: un guerriero, di quelli veri. Uno che si è messo un obiettivo davanti e porca puttana “ci arrivo a costo di arrotarvi tutti!”. Uno che la vita ha deciso di segnarlo e si è fatto segnare per poi guardarla in faccia e mandarla affanculo! Sicuramente il giocatore più “agonistico” di tutto il Fiorenza e ci sta da Dio. Come il pepe sui pici! Tassello fondamentale nell’alchimia della squadra …. il Diavolo nell’acqua santa!!!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.20.43Mirko Masini: uno dei gobbi buoni, e puoi togliere anche l’aggettivo calcistico. Perchè il bomber è una persona buona, di quelle che a volte ti fermi a pensare e ti viene il sorriso in faccia. Anche lui si era allontanato poi, una volta deciso di rientrare nei ranghi è tornato ad essere giocatore solido come un paracarro. Tra non molto una persona che gli fa brillare gli occhi gli infilerà una anello al dito  e sono sicuro che sarà per lui la vittoria più bella. Grande Bomber!!!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.19.56Matteo Cherici: e qui casca l’asino! Ho già scritto in un precedente articolo quello che per me è il Cece e non mi ripeterò. Ma è la persona che in assoluto mi ha fatto più ridere nella mia vita, è l’amico che vorrei accanto quando mi prende una colica renale perchè secondo me si metterebbero a ridere anche i calcoli! Uno che sta facendo a cazzotti con la vita e questa stronza riesce a tirargli tre ganci uno dietro l’altro ma gli risponde sempre, con quel montante piazzato sotto la mascella. E porca troia se gli fa male, la piega … è una battaglia Cece, puoi solo combattere!

WhatsApp Image 2018-04-08 at 17.21.21Alessio Riccio: il Capitano. Indiscusso. Il giorno prima di partire mi chiamò per avere qualche consiglio. Sorrisi. Non ne aveva bisogno! E lo ha dimostrato. Mai un minuto in campo, 40 partite sulle spalle dove ogni tiro, ogni difensiva, ogni chiusura di un compagno di squadra erano le sue difensive, le sue coperture, i suoi tiri. Non ero lì, ma è come se lo fossi, e mi sembra di sentirlo nell’huddle a dare la giusta direzione. So perfettamente cosa significa avere un Grande Capitano che ti guida, è indispensabile come l’ossigeno. Alessandro Magno!

E poi un applauso grandissimo a chi a Roma non è potuto esserci, e penso a Mirco Pasquini, anche se è come se fosse stato tra quei tavoli sempre.
E perchè no a tutti noi che sotto l’ombra del Cupolone abbiamo sperato, gioito e ci siamo anche commossi seguendo il live della due giorni romana. Chi ha continuato a zappare, chi non si è mosso dalla stessa posizione per un’ora, chi non si è lavato il viso “fino a quando…”; insomma ognuno con il suo gesto scaramantico nella speranza che quel flusso di energia potesse arrivare nella testa dei nostri eroi, scendere lungo il braccio ed esplodere in quel magico dito!

FORZA FIRENZE, SEMPRE!
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